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Gravina, una giustizia sportiva rapida, incisiva … e a senso unico?

In seguito alle dichiarazioni pubbliche effettuate recentemente, l’ufficio legale della Fondazione JB ha ritenuto fondamentale effettuare una lettera di diffida nei confronti del presidente della FIGC Gabriele Gravina, ponendo l’accento sulle dinamiche “discutibili” della giustizia sportiva.

Ill.mo Dott Gabriele Gravina, La Fondazione JB è nata con l’obiettivo di assicurare la tutela e la rappresentanza degli associati inquanto sportivi e tifosi juventini, considerando tale appartenenza calcistica elemento identitario da valorizzare, nel pieno rispetto dei diritti costituzionali, delle norme di legge e di pubblica sicurezza, nonché nel pieno rispetto del dialogo con le Istituzioni, come stabilito dall’art. 3.2 del nostro Statuto.
In data 18 giugno 2024 è stata ampiamente diffusa, a mezzo stampa, una sua dichiarazione il cui contenuto – in diverse testate riportato tra virgolette per sottintendere che queste fossero le sue precise parole – afferma «che la giustizia (sportiva) abbia avuto un effetto più incisivo di quella ordinaria lo dimostra il fatto che ci sono indagini ancora in via di esplicazione da parte della magistratura ordinaria, mentre la giustizia sportiva ha già esaurito il suo percorso. Noi siamo incisivi, rapidi e ritengo obiettivi nell’applicazione delle nostre regole».
Si premette che la giustizia deve essere certamente rapida, ma questo requisito non può andare a scapito del diritto di difesa e della ricerca della verità, principi e valori che informano tutti gli ordinamenti giuridici dei paesi democratici (in tale direzione anche la recente TAR Lazio, ordinanza remissiva alla Corte di Giustizia UE nel procedimento Agnelli vs F.I.G.C.).
La Fondazione ritiene che un altro requisito indispensabile del rispetto dello Stato di Diritto sia quello della parità di trattamento, principio sancito dall’art 3 della Costituzione, cui l’Ordinamento Sportivo deve necessariamente informarsi (anche per effetto della prospettiva segnata all’art. 33, sempre dalla Costituzione).
Orbene, le cronache, anche sulla base di notizie derivanti da fonti ufficiali, riportano
tre casi nei quali la giustizia sportiva non appare connotata dal quel carattere di “rapidità di
azione” che Ella ha inteso riconoscerle: se sarà «incisiva» e «obiettiva» lo vedremo daiprovvedimenti, che saranno assunti a definizione dei procedimenti per i quali appare doverosa, oltre che obbligatoria, l’apertura di un’inchiesta.
Ci si riferisce specificamente ai seguenti:
a) Caso Osimhen – com’è noto il calciatore, tesserato della Società Sportiva Calcio
Napoli, venne acquistato nella sessione estiva del calciomercato dell’anno 2020 dal Lille per una somma complessiva di 71 milioni di euro, dei quali 50 milioni furono pagati in contanti, mentre i restanti 21 milioni di euro ”saldati” tramite il trasferimento [almeno così è stato qualificato] di Orestis Karnezis, Ciro Palmieri, Luigi Liguori e Claudio Manzi. Le evidenti incongruenze che si appalesano in tali operazioni derivano dal fatto che il primo si è ritirato dal calcio giocato sei mesi dopo la cessione, malgrado non fosse in età propriamente avanzata; gli altri tre, che avrebbero dichiarato di non essere mai stati neppure a Lille, giocano nelle Serie C e D del campionato italiano, sin dalla data del loro trasferimento alla squadra francese.
Sorge, pertanto, il fondato dubbio che il valore reale di tali calciatori non fosse quello dichiarato dalla Società, benchè questa sia riuscita a realizzare le seguenti plusvalenze:

  • Ciro Palmieri – 7.026.349 euro (plusvalenza 7.026.349 euro)
  • Orestis Karnezis – 5.128.205 euro (plusvalenza 4.828.205 euro)
  • Luigi Liguori – 4.071.247 euro (plusvalenza 4.071.247 euro)
  • Claudio Manzi – 4.021.762 euro (plusvalenza 4.021.762 euro)
    Appare necessario sottolineare che l’incidenza percentuale di tali plusvalenze sul
    bilancio della Società era molto elevata (per dovere illustrativo si fa presente chequelle contestate alla Juventus F.C. S.p.A hanno avuto una incidenza, in termini di percentuali, del tutto inferiore se non irrisoria).
    La stessa Società Sportiva Calcio Napoli ha confermato che la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma ha aperto un’indagine su questa vicenda e che, nel gennaio 2024, ha notificato ai vertici della medesima un avviso di conclusione delle indagini preliminari, atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio (fonte: RAINews.it).
    Il Presidente della stessa società sig. Aurelio de Laurentiis è stato anche ascoltato dagli Inquirenti.
    Premesso che nessuno è colpevole sino alla sentenza definitiva, si chiedono alla S.V. le ragioni per le quali dopo quasi quattro anni dalla predetta operazione di mercato, dopo diversi anni dall’apertura dell’inchiesta e nonostante siano trascorsi sei mesi dalla suddetta notifica, la Procura Federale non abbia tempestivamente portato a termine l’iter procedimentale che il caso avrebbe imposto nei confronti della Società Sportiva Calcio Napoli, in difformità (per quanto consta in termini di iniziative e trattamento) rispetto al precedente riguardante la Juventus F.C. S.p.A. processata e condannata dalla giustizia sportiva (addirittura solo in pendenza di un’indagine, poi chiusa con un’archiviazione).
    La palese violazione del principio di parità di trattamento dei consociati richiede, pertanto, una risposta da parte della F.I.G.C. che Lei presiede e che con la presente si sollecita, unitamente all’Organo Inquirente in indirizzo, cui la presente, ad ogni effetto di legge, è pure doverosamente inoltrata.
    Del resto, atteso che la S.V. rivendica fermamente la correttezza dell’operato dellaFederazione, non si vedono ostacoli affinché vengano spiegate le differenti
    tempistiche applicate nei due suddetti casi.
    b) Caso plusvalenze A.S. Roma
    Recentemente è stato reso noto dalla stampa e confermato da fonti ufficiali che i vertici della A.S. Roma siano sotto indagine, da parte della Procura della Repubblica di Roma, per una dozzina di operazioni di compravendita con plusvalenze realizzate per oltre 179 milioni di euro.
    L’attività di calciomercato viene contestata a sei ex amministratori della società giallorossa, in relazione alle annualità fiscali tra il 2017 ed il 2021 e per diverse operazioni, tra cui quelle riguardanti i calciatori Defrel, Marchizza e Frattesi, restando sotto la lente degli inquirenti anche le operazioni Zaniolo, Santon e Nainggolan oltre quelle di Cristante, Tumminello, Spinazzola, Luca Pellegrini, Manolas e Diawara (fonte: SKY Sport).
    La stessa fonte di stampa afferma che nel marzo 2024 la suddetta Procura ha
    notificato ai vertici della Società un avviso di conclusione delle indagini
    preliminari, atto che prelude alla richiesta di rinvio a giudizio.
    Anche in questo caso Le si chiedono le ragioni per le quali a fronte di una prassi
    così diffusa e per questo notevole ammontare, dopo anni dall’apertura
    dell’inchiesta e quattro mesi dalla suddetta notifica, la Procura Federale non abbia
    portato a compimento il proprio operato nei confronti della A.S. Roma,
    nonostante, anche in questo caso, la similitudine con la vicenda che ha riguardato
    la Juventus F.C. S.p.A., che è stata sanzionata nella sede sportiva, a seguito di
    procedimento avviato sulla base della notizia della pendenza di un’indaginegiudiziaria, e senza attendere il suo esito.
    Non dimentichiamo, peraltro, ad aggravare la posizione di detta Società, le dichiarazioni dell’amministratore delegato del Sassuolo, Giovanni Carnevali, rese ai microfoni di Sky in merito alla doppia operazione realizzata lo scorso anno, a fronte della quale il Sassuolo ha prelevato i giovani Volpato e Missori (prodotti del vivaio romanista) per 10 milioni di euro complessivi: “Alla Roma ci lega un rapporto giusto, anche con Tiago Pinto: nel momento in cui c’è stata da fare quest’operazione con dei ragazzi giovani l’abbiamo fatta, anche entro il 30 giugno perché avevano delle necessità. È sempre una cosa giusta tra società, nel momento in cui ci si può aiutare, ci si può dare una mano, bisogna farlo”.
    Parole sincere, forse ingenue, ma che chiariscono come non tutte le dinamiche del calciomercato, che si innestano su quelle del bilancio, ricevono dalla Giustizia Sportiva la stessa attenzione e trattamento.
    Anche in questo caso appare ictu oculi una ingiustificata disparità di trattamento, a fronte della quale si ritiene che la S.V. debba esplicitare le sottostanti ragioni, allo scopo di fugare ogni dubbio sulla linearità della condotta della F.I.G.C. e dei suoi Organi Inquirenti, cui la presente, ad ogni effetto di legge, è pure doverosamente indirizzata.
    Per quanto sopra esposto e rappresentato, la Fondazione in intestazione
    chiede
    che siano date informazioni in ordine alle seguenti questioni:
  • se sia stato avviato un procedimento avverso la Società Sportiva Calcio Napoli e la A.S. Roma ad oggetto l’accertamento di eventuali violazioni inconseguenza dei fatti come oggetto di indagine da parte delle Autorità
    Giudiziarie Ordinarie ed in narrativa sinteticamente esposti;
  • quale sia lo stato degli stessi e le ragioni dell’omessa adozione medio tempore di alcun provvedimento (tanto di condanna, quanto di
    archiviazione).
    In caso di omesso esercizio di qualsivoglia azione, vista l’evidenza della sussistenza di notitiae criminis in capo alle predette Società e la sostanziale equiparabilità della condotta delle stesse con quelle sanzionate a carico di Juventus FC spa, indicare le ragioni della differenza di trattamento rispetto a quello riservato alla Juventus F.C. S.p.A.
    Nella certezza che saranno rese spiegazioni convincenti nonché, se non precluse dalla pendenza di un’inchiesta federale, le informazioni in ordine allo stato della valutazione delle suddette posizioni.
    Teniamo a precisare che la Fondazione, non opera a tutela della Juventus F.C. S.p.a., ma esclusivamente dei suoi tifosi, che si onora di rappresentare e a nome dei quali interviene al cospetto di situazioni, come quella in oggetto, nella quale milioni di sostenitori della squadra, che concorrono ad alimentare la passione sportiva, ma anche il business del settore, con benefici per tutta la collettività calcistica italiana, che impongono interrogativi ai quali le Istituzioni devono necessariamente dare risposte.
    Per tali ragioni, con la presente, la Fondazione JDENTITÀ BIANCONERA, per il tramite degli scriventi difensori, insiste nelle suddette richieste, confidando in tempestive e puntuali risposte, indispensabili per l’armonia di cui il mondo del calcio italiano necessita e per consolidare la fiducia che tutti i club e i tifosi ripongono nell’operato della Federazione.
    L’istanza è formulata ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 22 L. 241/1990 e, ad ognibuon conto, anche ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 5 commi 2 e segg. D.Lgs. 33/2013. In tale attesa, aperti ad un confronto, La salutiamo con viva cordialità.

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