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Tornei di calcio giovanile: scouting o “sciacallaggio”?

Vi voglio raccontare una storia, che parla di calcio, di valori e di comunicazione.
Immaginate due squadre, le chiameremo SQUADRA A e SQUADRA B.

Squadre importanti, eh. Hanno entrambe una rete di piccole squadre giovanili con cui collaborano, per avviare i ragazzini al calcio, ai valori dello sport e guidarli così ad un armonica crescita personale e sportiva.

Ora provate ad immaginare che alcune delle giovanili della SQUADRA B utilizzino i tornei ai quali partecipano entrambe per fare scouting, osservare i giovani campioni delle giovanili della SQUADRA A, e una volta individuati possano pensare di “strapparli” a chi li ha cresciuti, formati e valorizzati, saltando la normale prassi di acquistarli dalla squadra e cercando di lusingare direttamente i genitori dei bambini e convincerli a passare da loro.

Tralasciando ogni semplice discorso di etica professionale e deontologia pedagogica, potremmo banalizzare il tutto dicendo che le giovanili della SQUADRA A che hanno investito e lavorato tanto per il ragazzo, si ritroverebbero a perderne il valore, vedendo vanificati anni di lavoro e di sforzi.

Ci siete? Ok.
Ora, non sembra particolarmente difficile immedesimarsi nei dirigenti delle giovanili della SQUADRA A, che non hanno nessun interesse nel partecipare a tornei dove sanno che potrebbero incorrere in questo tipo di situazioni, quindi declinano.

Fino a qui nulla di così strano.

Ora però vi chiedo uno sforzo in più.

Immaginate per un attimo che il proprietario della SQUADRA B sia anche il proprietario di una testata giornalistica e, seccato per questa situazione, decida di pubblicare un articolo viscido e maldestro, millantando torti e ingiustizie perpetrate “SULLA PELLE DEI BAMBINI!!!” pur di esporre al pubblico ludibrio chi sta semplicemente proteggendo i propri giovani e le proprie giovanili. Nessuna verità, nessun contraddittorio. Una forzata distorsione della realtà, con l’unico obiettivo di aizzare l’odio verso la squadra avversaria.
Bello eh?

In tutto questo, disegniamo insieme l’ultimo paradosso.

Fingiamo che in questo mondo così assurdo esistano piccole forme parassitarie di comunicazione che abbiano eletto a loro ragione di esistere, quella di vomitare odio e fomentare la violenza nei confronti della SQUADRA A e di tutti i loro tifosi -bambini inclusi!-.

Pensate se questi utilizzassero questo articolo viscido e fuoriviante per plagiare ulteriormente le già fragili opinioni dei loro adepti, persone che abbeverandosi ormai esclusivamente dalle loro fonti avvelenate, non sanno più distinguere la realtà dalle allucinazioni parassitarie.

Cari amici, oggi abbiamo giocato un po’ con la fantasia insieme!
Per fortuna un mondo così non esiste, no?
Altrimenti in uno Stato “serio”, qualcuno avrebbe dovuto già porvi rimedio da molto tempo!

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