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Scritto da voi – Cristina da Verona

Il futuro di Vlahovic

Mi chiamo Cristina, vivo a Verona e sono iscritta a Fondazione Jdentità Bianconera.
A testimonianza di quanto sia importante il lavoro che fate, scrivo per raccontarvi un paio di aneddoti:
Insieme a mio figlio, il giorno 8 dicembre siamo stati a Torino per assistere a  Juve Napoli. Appena arrivati davanti allo Stadium  con il pulmann del club a cui siamo iscritti, scendiamo e ci dirigiamo verso il marciapiede per attraversare. Siamo in attesa del semaforo verde per i pedoni, quando si avvicinano a noi altre 3 persone, due adulti e un ragazzo dell’età di mio figlio. Mi giro verso di loro che sono alla mia destra, e noto le felpe azzurre e il simbolo MSC e la N, mentre loro ovviamente vedono le nostre berrette e le nostre sciarpe. Io e uno di loro che ho dedotto essere il papà del ragazzo ci siamo guardati e ci siamo riconosciuti come tifosi della squadra avversaria ed è stato così naturale sorriderci.
Arriva il verde e attraversiamo, arrivati dall’altra parte, ci siamo guardati e sorrisi nuovamente e poi ognuno è andato verso il proprio gate. Non ci sono state parole ma solo sguardi complici e di rispetto.
Per me questo deve essere lo sport e sono felice di aver mostrato tutto ciò a mio figlio e ringrazio la Juventus per fare in modo che questo possa succedere con noi juventini a Torino.
Mi permetto una riflessione, a questo punto: se la partita si fosse disputata a Napoli, sarebbe successa la stessa cosa? Vedendo quello che viene mostrato continuamente dai social, viene da pensare che sarebbe potuto essere addirittura rischioso. In effetti il malcostume e la maleducazione sono ormai ovunque, a tal proposito condivido con voi un altro episodio che ad alcuni potrà sembrare “innocuo” ma che racchiude tutta la superficialità e la noncuranza con il quale orami sembra normale insultare degli sconosciuti. L’anno scorso a fine gennaio eravamo all’autogrill di Novara, indicato come sosta  a tutti i tifosi Juve, scesi dal pulmann del club ed entrati all’autogrill, io e mio figlio stavamo per dirigerci alle casse, quando il dispositivo antitaccheggio vicino all’uscita senza alcun motivo apparente inizia a suonare. Davanti a me un adulto senza alcun riconoscimento di tifo che se ne esce con “ecco perché suona qui siete tutti ladri juventini” a voce alta. Ovviamente noi l’abbiamo ignorato e siamo passati oltre. Io ho la responsabilità di mio figlio e non volevo certo metterlo in una situazione spiacevole, ma mi sono arrabbiata moltissimo. Chi si può arrogare il diritto di chiamarmi ladra davanti a mio figlio e come me tutti gli altri, solo perché ho una sciarpa bianco nera al collo? Questo episodio mai dimenticato e che mai dimenticherò è uno dei motivi per i quali mi sono associata alla Fondazione. E per tutto ciò che fate, anche se una parte ho capito che non la potete raccontare, ma so che è tanto, vi ringrazio.
Molti dicono che dovrebbe essere la Juve a occuparsi di questo ma io non vorrei una Juve che fa scenate e sceneggiate come siamo abituati a vedere da parte di altri allenatori o dirigenti. Preferisco sapere che i nostri dirigenti si stanno occupando di Super Lega,  A22, CGUE, CEDU e in generale di come migliorare DAVVERO il nostro calcio! Ma allo stesso tempo, da tifosa, sono felicissima che finalmente  ci siate voi a fare quanto ritenete necessario, quando i diritti di noi tifosi juventini  vengono  lesi. Grazie ancora per tutto. CRISTINA

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