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Scoppia il caso Pellegrini – Quante vite deve ancora infangare Corona prima di essere fermato?

Il dialogo costruttivo che stiamo creando

Ci risiamo, Fabrizio Corona torna alla carica con un altro scoop annunciato sul proprio sito Dillingernews, addirittura con tanto di countdown.

 

Coinvolto il calciatore Lorenzo Pellegrini, protagonista – a dire di Corona – di 5 denunce di stalking da parte di una escort.

Fin qui, la notizia per il momento (pare) relegata al web.

Zapping compulsivo tra varie TV news, ma noto con sollievo che almeno stavolta nessuno la rilancia.

 

Questa la bomba, con innesco ampiamente previsto. Derubricata a mio avviso con eccessiva leggerezza da parte del capitano della Roma con un “sciocchezze”.

Certo, i legali di Pellegrini si saranno già attivati com’è logico, ma le domande  che urlano da dentro sono tante.

 

Intanto i numeri: 5 denunce, di cui 3 da Parma, una da Avezzano e una da Roma.

Cinque denunce non si  possono allegramente mettere sotto un tappeto: devono essere per forza documentate, registrate, depositate. E comunicate all’interessato naturalmente. Tutto partirebbe – condizionale necessario- da aprile scorso.

 

Ora, in una situazione così delicata prendere una posizione, salire su un carro, spendersi pro o contro credo sia una operazione complicatissima e anche molto delicata. Primo, per l’affidabilità di Corona sulla cui specchiata moralità (…) si sono consumate migliaia di pagine (processuali).

Secondo, ma non certo per importanza, il calciatore Lorenzo Pellegrini. Anzi, l’uomo Lorenzo Pellegrini.

Il cittadino Lorenzo Pellegrini. Il padre di famiglia Lorenzo Pellegrini.

 

Superfluo invocare il

“chi è senza peccato…”.

Non spetta a nessuno di noi giudicare atteggiamenti o debolezze umane, qualora accertate.

Le frequentazioni extraconiugali non devono rientrare nella sfera di interesse di alcuno: riguardano esclusivamente il rapporto con la propria famiglia. Lo stalking, qualora accertato, è un reato pesante che rende la vita un inferno per chi lo subisce. Abbiamo visto spesso purtroppo le cronache riportarci episodi drammatici che il web ha inevitabilmente amplificato.

 

Resta inaccettabile lo sciacallaggio, sempre e comunque. Non si tratterebbe, stavolta, di scommesse o di ludopatia per quanto degne di estrema attenzione e sorveglianza. Il calcio, giocato o meno, passa oltre.

Si tocca la sfera privata di un ragazzo con due figli e in attesa di un terzo: il “calciatore Pellegrini” qui non c’entra nulla.

Se sarà acclarato il reato, se la fantomatica escort produrrà prove, se verranno svelati i retroscena della vicenda non sarà la giustizia sportiva ad occuparsi del calciatore. Certo, si fatica a pensare che dopo una raffica di querele per diffamazione Corona non abbia “pesato” questa vicenda.

È schifoso, semplicemente schifoso, che questo individuo lucri su queste vicende umane, che riempia le pagine delle riviste specializzate (…), che crei pathos ad orologeria per riscuotere imbarazzanti cachet erogati in modo ancor più imbarazzante dalla Rai.

 

Cosa sperare se non che Pellegrini possa dimostrare la propria totale estraneità?

Che si tratti di una squallida invenzione?

 

Per l’uomo, non per il calciatore. Anche se, c’è da giurarci, questa storia andrà a toccare inesorabilmente la sfera sportiva. Facile, troppo facile, immaginare quantomeno infangata la carriera del capitano romanista. Sappiamo purtroppo molto bene come funziona: anche una volta dimostrata la propria totale innocenza, il marchio dell’infamia può restare impresso per sempre.

 

Certo, dover prendere atto che uno con la fedina penale putrida possa smontare come giocattoli le vite delle persone avvolge queste vicende in un mantello di amarezza indicibile.

Un vecchio adagio recita che arroganza e cattiveria fanno il viaggio di andata in carrozza ma tornano sempre a piedi.

 

È una speranza.

Anche stavolta.

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