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Lettera aperta al presidente Cairo

Lettera al sindaco di Alassio

Lo scorso 2 dicembre, nel corso di una festa organizzata per celebrare il compleanno n°117 del Torino F.C., il presidente Urbano Cairo ha ritenuto opportuno, mentre festeggiava la sua squadra, tirare comunque in ballo l’ossessione e nemesi, la Juventus, la squadra concittadina che evidentemente è presenza frustrante dato il blasone e il palmares non confrontabile.
Tra balli scatenati e tanta allegria, alcune dichiarazioni non sono passate inosservate.

In particolare un passaggio che recita “il rigore che venerdì a Monza è stato  hanno dato a quelli che non nomino, non sarebbe mai stato fischiato per noi”.

Giova ricordare, nell’analizzare questa sofferente dichiarazione, che il presidente Urbano Cairo è sia il presidente del Torino, sia il presidente del gruppo editoriale che fa capo al principale quotidiano sportivo italiano, la Gazzetta dello Sport.

Ancora una volta siamo a sottolineare come sia opportuno separare le chiacchiere da bar, con le dichiarazioni rese da personaggi pubblici e che ricoprono incarichi importanti.
Le tensioni sociali sono già molto alte, come facilmente verificabile sui social, negli stadi e, soprattutto in alcune aree geografiche, semplicemente camminando per strada.

Di chi è la responsabilità? Difficile dirlo, di certo siamo davanti ad un sistema complesso.

Ma è di certo lecito attendersi da parte di presidenti, editori, politici, un maggiore senso di responsabilità istituzionale e una presa di coscienza circa gli effetti “a cascata” che possono nascere da certe dichiarazioni, spesso rese nella convinzione di risultare simpatici o ironici.

Di seguito la lettera aperta inviata direttamente dal nostro presidente, avv. Massimo Durante

Ill.mo dott. Urbano CAIRO

c/o TORINO F.C. Via Viotti 9 TORINO

c/o CAIRO Communication S.p.A.

Via Angelo Rizzoli 8MILANO

 

Oggetto: Fondazione JDENTITA’ BIANCONERA / Dott. Urbano Cairo

La presente in nome e per conto della Fondazione JDENTITA’ BIANCONERA (p.i. 12918000014), che sottoscrive, corrente in Torino, corso San Martino n. 3, in persona del Presidente del Consiglio di Amministrazione, sig. Eros Durante, per significarLe quanto segue.

La mia assistita, è nata li 24.07.2023 con l’espresso obiettivo di assicurare la tutela e la rappresentanza degli associati in quanto sportivi e tifosi juventini, attribuendo a tale appartenenza calcistica un elemento identitario da valorizzare, in ossequio e nel pieno rispetto dei diritti costituzionali, delle norme di legge e di pubblica sicurezza, nonché nel pieno rispetto del dialogo con le Istituzioni, come stabilito dall’art 3.2 dello Statuto Fondazione JB.

Come reso noto, con enfasi, da più organi di informazione Ella, alla presenza di più persone, peraltro durante la festa tenutasi il 2 u.s.  per il compleanno numero 117 del Torino F.C. avrebbe pronunciato una frase dal seguente letteral tenore “…il rigore che venerdì a Monza è stato dato a “quelli che non nomino” non sarebbe mai stato fischiato per noi…”

Il pronome dimostrativo “quelli” da Lei usato, indicante generalmente persone lontane nello spazio e nel tempo, è facilmente riconducibile ai milioni di tifosi juventini, amanti e sostenitori della Juventus F.C. cioè la società che venerdì 1° dicembre 2023 alle ore 20,45 ha disputato a Monza un incontro di calcio con la squadra locale, tanto per essere chiari.

Il doppio prestigioso ruolo che Ella ricopre (presidente del Torino F.C. e noto editore) avrebbe dovuto farLa riflettere prima di rivolgersi a milioni di tifosi juventini e ad altra società calcistica, peraltro della stessa città di quella da Lei onorevolmente presieduta, non alimentando, a sommesso avviso dello scrivente, sospetti e perplessità.

Il clima nel mondo del calcio, nel corso degli ultimi anni, si è notevolmente inasprito specie con particolare riferimento alle note vicende, giudiziarie, sportive e mediatiche intorno alla Juventus F.C S.p.a che si riflettono, inevitabilmente, nei confronti di milioni di tifosi juventini e piccoli azionisti, come lo scrivente.

Ciò premesso sarebbe auspicabile che, quantomeno da persone come Lei, in forza delle prestigiose cariche ricoperte, presidente peraltro di una gloriosa società calcistica, non promanino, per mezzo di frasi sibilline ed equivoche, esempi che potrebbero rendere ancor più inutilmente avvelenato li clima contro un’altra società calcistica sostenuta da milioni di tifosi.

Il panorama del calcio attuale, sofferente ed avvelenato dagli interessi di parte che lo governano, è in crisi profonda di valori etici e morali e, per tale nota ragione, sarebbe auspicabile che tutti, specie coloro che ricoprono ruoli di responsabilità e prestigio, godendo di costante visibilità, mantenessero toni pacati, rispettosi e moderati.

Egregio Presidente Cairo, La Fondazione Jdentità Bianconera già in passato, in occasione della vigilia dello scorso derby del 7 ottobre, ha stigmatizzato con forza, prendendo le doverose distanze da comportamenti di alcuni tifosi juventini inneggianti a beceri riferimenti a tragedie del passato e, pertanto, provvederemo a pubblicare sul nostro sito “Fondazione JB” questa lettera aperta, con l’unico scopo di riportare la dialettica nel reciproco rispetto.

Si può e si deve essere tifosi della propria squadra senza sprecare energie per alimentare sospetti, allusioni e riferimenti a presunti favoritismi.

Nella certezza che i valori che la Fondazione JB rappresenta siano da Lei condivisi, attendiamo Suo cortese riscontro.

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