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Lettera aperta ai tifosi di ogni squadra: facciamo il primo passo per spezzare questa catena?

Davvero un mondo strano
quello in cui ci si arrabbia con la vittima che si sente offesa e non con la persona che aggredisce e insulta
Solo perchè l’aggressore tifa la stessa squadra, o “è un professore” o è un concittadino.
Presunti intellettuali che sfoderano benaltrismo e qualunquismo per giustificare l’ingiustificabile, ma si guardano bene dallo smorzare a loro volta i toni, in un loop infinito di ignoranza che genera ignoranza.
Si tratta di spezzare una catena
Chi insulta, sbaglia. Punto. Senza colori, bandiere, campanili.
E vorrei vedere tutti i “profeti” delle varie tifoserie, se sono gli intellettuali che si atteggiano ad essere, dire tutti la stessa cosa. Troppo comodo dire che si insulta, che si vive di viscida cattiveria, solo perchè gli altri ci insultano o ci hanno insultati per primi.  Si può tollerare solo fino alla terza elementare, quando anche ai bambini “specchio riflesso” comincia a sembrare una sciocchezza.
Invito ognuno di voi, juventino o non juventino, a fare un primo passo.
Chi vi insulta, sbaglia. E non voglio nemmeno sapere perchè pensa di essere nel giusto. Bloccate, silenziate, passate oltre. Ci rimarrà tempo e spazio per parlare di calcio, di sport, di emozione, di rivalità, di rispetto, di valori. E soprattutto, in poco tempo, saremo circondati solo da persone con cui poterlo fare.
Vi abbraccio
Buon fine settimana a tutti voi

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