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Juventus – Lecce: le nostre pagelle

Martedi 26.09.2023 si è aperto il primo turno infrasettimanale del campionato di Serie A 2023/24, con la partita Juventus – Lecce. Di seguito le nostre pagelle!

Szczęsny 6: Tek merita il voto in pagella anche se non ha nemmeno sporcato i guanti. Dopo il pomeriggio nero di sabato, ha dato prova ancora una volta della sua forza mentale presentandosi regolarmente in campo. Terapia giusta? Lo scopriremo, ma gli episodi del passato ci fanno ben sperare.

Danilo 6,5: non appare nel suo momento migliore, soprattutto a livello di lucidità e concentrazione. In alcuni momenti sbaglia appoggi semplici, in certi altri si inventa giocate di grande livello. Il filtrante che manda Chiesa a tu per tu con il portiere è splendido e se Fede avesse segnato saremmo a celebrare un grande assist.

Bremer 6,5: l’attacco del Lecce non lo infastidisce mai, partita di ordinaria amministrazione.

Rugani 6,5: nel primo tempo va vicinissimo al goal, in fase di contenimento è sempre sicuro, non corre rischi inutili e vista il momento della stagione va benissimo così.

Dal 72’ Gatti 6: si ripresenta in campo carico, sorridente e apparentemente sicuro. Uno scampolo di partita che probabilmente gli fa bene poter giocare.

McKennie 7: il migliore in campo. Wes è passato nell’arco di poche settimane dall’essere un esubero (secondo i giornali) all’essere uno dei giocatori più affidabili. Ripiega spesso a formare una linea a 4 quando gli avversari attaccano, ed è sempre presente a supportare la fase offensiva.

Dall’87’ Weah S.V. pochi minuti, non giudicabile oggi.

Fagioli 6,5: è l’unico in campo a far vedere qualcosa di “bello”. Il ragazzo ha tecnica, classe, eleganza. Dovrà crescere dal punto di vista della concretezza, non accontentarsi della giocata, ma imparare a scegliere il tocco più funzionale e a quel punto sarà un giocatore di livello altissimo. Da segnalare anche che è l’unico a discutere con l’arbitro quando le decisioni non sono limpide, compito che di solito svolge un capitano.

Dall’86’ Miretti S.V. pochi minuti per lui, nella naturale rotazione con Nicolò.

Locatelli 5: ancora non ci siamo. Troppi errori, passaggi corti e lunghi che non raggiungono i compagni o che non svoltano mai l’inerzia della gara. Il lavoro di quantità non manca, ma da un giocatore con le sue qualità ci si aspetta davvero di più.

Rabiot 6,5: ha il merito di servire l’assist per il goal di Milik, con una sponda aerea in area cercata più volte nel corso della gara. Dovrebbe migliorare tanto nelle conclusioni perché almeno un paio di volte a partita gli si presentano, ma non riesce mai a essere pericoloso.

Cambiaso 5,5: pochi spunti per Andrea, rilanciato titolare dopo l’ottimo esordio a Udine. Ha piedi buoni e una discreta visione di gioco, crescerà.

Dal 72’ Kostić 6,5: entra in campo e la differenza si sente. Filip ci mette il fisico, la corsa e qualche buon passaggio, dimostrando di essere in ottima forma.

Milik 6,5: cerca di riempire l’area e di posizionarsi in modo da assecondare gli spostamenti di Chiesa, e come di consueto spesso arretra cercando di cucire il gioco tra attacco e centrocampo. Trova una zampata da vero opportunista e bagna il debutto stagionale da titolare con il goal della vittoria. (

Dal 78’ Vlahović 6: entra nel finale per tenere la palla nella metà campo del Lecce e colpire eventualmente in contropiede.

Chiesa 7: gli manca solo il goal, ma è l’unico che sembra sempre in grado di sparigliare le carte. Seconda partita giocata interamente nell’arco di 3 giorni, non accadeva da molto tempo. Sta tornando il campione che conoscevamo: dribbla, attacca lo spazio, calcia di destro e di sinistro. Qualche peccatuccio di egoismo: forse sta studiando davvero da centravanti!

Allegri 6: Porta a casa una vittoria contro una squadra che era imbattuta e che aveva subito solo 4 goal in 5 partite. Senza fuoriclasse a costruire gioco, per la squadra è dura affrontare difese schierate. Fase offensiva spesso caratterizzata da giocatori fermi, tutti spalle alla porta, tutti a chiedere palla sui piedi. Con questa formazione dotata più di doti atletiche che tecniche, ottiene una vittoria che non era scontata.

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