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Inchiesta dossieraggio: le ombre inquietanti dalla Procura di Perugia alla Juventus

Un intreccio di eventi inquietanti scuote le fondamenta della fiducia nelle istituzioni. Dalle rivelazioni della Procura Antimafia di Perugia alle vicende che hanno travolto la Juventus, un filo rosso di opacità e sospetti alimenta un’inquietudine profonda.

Il caso Striano: il luogotenente della Guardia di Finanza ammette oltre 4000 accessi alle banche dati del Ministero, asserendo di aver agito su autorizzazione del PM. Lo stesso PM che ora si avvale della facoltà di non rispondere. Cui prodest? A chi giova questo alone di mistero?

Il rasoio di Ockam ci invita a privilegiare la spiegazione più semplice, ma in questo caso la semplicità non basta. La cittadinanza ha il diritto di sapere se le sue informazioni sono state usate in modo improprio e, se sì, da chi e per quale motivo.

Il silenzio e l’opacità non sono ammissibili. La fiducia nelle istituzioni è un valore fondamentale per la democrazia e non può essere messa a rischio da comportamenti che, seppur non chiariti, appaiono censurabili.

La verità deve emergere. Solo una rigorosa e trasparente indagine può accertare i fatti e individuare eventuali responsabilità.

Dalla Procura di Perugia alla Juventus: un’ombra inquietante

Accessi non legittimi ai dati di figure di spicco della Juventus, come Agnelli, Ronaldo e Allegri, alimentano il sospetto che tali informazioni siano state passate a giornalisti compiacenti per alimentare un clamore mediatico a dir poco sospetto.

Il caso Suarez, emblema di questa macchinazione, si rivela un castello di carte costruito su illazioni e ipotesi mai verificate. Un clamore durato mesi che ha danneggiato l’immagine e la reputazione della Juventus.

Un accanimento ingiustificato culminato con la penalizzazione in campionato, la squalifica dalle competizioni europee e un grave danno economico. Tutto questo nonostante la giustizia ordinaria non abbia trovato alcun illecito, dimostrando la frettolosità e l’illogicità della giustizia sportiva.

Cui prodest? A chi giova tutto questo? La domanda diventa ancora più pressante di fronte a un quadro fosco. C’è un disegno ben preciso dietro questa serie di eventi, un disegno che ha come obiettivo colpire la Juventus e danneggiarne l’immagine.

Non si può più tacere. La magistratura ha il dovere di fare chiarezza e individuare i responsabili. Non solo per la Juventus, ma per l’intera collettività.

La giustizia non può essere piegata a interessi personali o di parte. La giustizia deve essere uguale per tutti.

La verità deve emergere. Solo così si potrà ripristinare la fiducia nelle istituzioni e nel corretto funzionamento della giustizia.

Cui prodest? La risposta a questa domanda è fondamentale per svelare i burattinai che muovono le fila di questa vicenda e ottenere finalmente giustizia.

La cittadinanza ha il diritto di sapere. La trasparenza e l’accertamento dei fatti sono l’unica via per ripristinare la fiducia nelle istituzioni e tutelare i principi di legalità e imparzialità.

Il tempo del silenzio è scaduto. È tempo di verità.

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A cura della Fondazione Jdentità Bianconera, l’organo istituzionale che difende e tutela i tifosi della Juventus.

La Fondazione ha come scopo quello di creare un ambiente di tifo pulito e rappresentare i tifosi della Juventus in ogni ambito. 

Siamo tifosi di Calcio, amiamo il divertimento, la passione e la correttezza. Siamo nati per difendere i tifosi e la Juventus quando la stampa li attacca. Non accettiamo più questo clima di odio sportivo e di violenza.

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