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Il punto più basso del calcio italiano

I tifosi della Juventus sentono da anni gli stessi ritornelli ed assistono talvolta disorientati a discorsi che sembrano privi di senso logico. Mi riferisco all’eterna ricerca del “colpevole” a cui attribuire il declino del calcio italiano.

I tifosi sono in calo, soprattutto nelle nuove generazioni, la credibilità è ai minimi storici e davvero pochi tifosi al giorno d’oggi si possono avvicinare al calcio con l’ingenua speranza di assistere ad un semplice “fatto sportivo”.

La pirateria (e non la frammentazione dei contenuti che costringe un appassionato di calcio a fare 3 abbonamenti diversi all’anno per seguire le partite), il fatto che vincesse una sola squadra (e non le gestioni economiche fumose, con proprietà esotiche ed evanescenti) ed altri che nemmeno cito, tanto ne siamo saturi. Questi i colpevoli di volta in volta sbandierati nella NARRAZIONE calcistico/politica.

Poi però, andiamo a vedere bene. Le bugie, si sa, non corrono molto a lungo.
La politica calcistica potrà anche riempire le pagine di tutto quanto scritto finora, ma poi alla fine vediamo a cosa hanno ridotto il nostro “sport nazionale”

In questi giorni abbiamo assistito ad uno dei punti più bassi della Storia del calcio: la Supercoppa Italiana giocata a Riad.

Ebbene sì, la politica del pallone ha (ancora) venduto uno degli eventi più interessanti della stagione calcistica (che ha comunque avuto un buon seguito in TV) pur di incassare pochi milioni, con i quali sostenere un sistema ormai alla disfatta.

Il prezzo da pagare? Uno spettacolo osceno, al limite del grottesco.

Stadi vuoti, figuranti ingaggiati per fingersi tifosi, costretti a leggere i cori sul telefono, dato che verosimilmente non avevano nemmeno idea di cosa stessero dicendo.

Basta così? Ma anche no. Nella semifinale giocata solo pochi giorni prima, al 95° minuto di una partita Napoli – Fiorentina giocata a Riad, è spuntato sugli spalti un sorprendente striscione “Lazio Merda”, toccando involontariamente una vetta di comicità degna dei Monty Python.

Se questo ci ha fatto sorridere, davvero ci ha lasciati sgomenti sentire i fischi del “pubblico” durante il minuto di silenzio in ricordo del Mito Gigi Riva, scomparso poche ore prima. “Non è nella cultura di quei popoli”, ci spiegheranno. Hanno ragione, diremo noi. Sarebbe solo da capire cosa ci facevamo noi là, a infastidire la loro cultura con le nostre forme di rispetto per i defunti.

Sul resto non mi ci voglio soffermare, quest’anno parlare di Inter, di arbitri, di cartellini e di simulazioni è ormai puro esercizio di stile.
Registro solo un’ondata di tifosi delle altre squadre che si propongono di tifare Juventus da qui alla fine del campionato, pur di non vedere questa squadra quest’anno così fortunata, vincere lo scudetto.

Umilmente dico la mia: Tifatevi la vostra squadra. Nel bene e nel male, nella vittoria e nella sconfitta.

Esiste un mondo oltre al “tifo contro”, ed è bellissimo.

 

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A cura della Fondazione Jdentità Bianconera, l’organo istituzionale che difende e tutela i tifosi della Juventus.

La Fondazione ha come scopo quello di creare un ambiente di tifo pulito e rappresentare i tifosi della Juventus in ogni ambito. 

Siamo tifosi di Calcio, amiamo il divertimento, la passione e la correttezza. Siamo nati per difendere i tifosi e la Juventus quando la stampa li attacca. Non accettiamo più questo clima di odio sportivo e di violenza.

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