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Il calcio oggi: da modello per la crescita dei ragazzi, a fabbrica involontaria di veleni e frustrazioni

Abbiamo trascorso una settimana positiva, almeno dal punto di vista tecnico e di classifica, nella quale la Juve ci ha nuovamente regalato l’emozione dei 3 punti scavalcando alcune famose corazzate che, a detta di diversi giornalisti (mah…), con una cannonata ci avrebbero spazzato via.

Siamo solo all’inizio del campionato ma mi viene da pensare che, forse, sino ad ora, le citate corazzate stiamo ancora lavorando sulle “bocche di cannone”.

Per il tifoso bianconero che SA di aver subito un torto quando alla squadra è stato tolto il diritto di partecipare alla Champion’s di quest’anno, l’umore durante la settimana è segnato da una certa delusione.

Più grave però è il fatto una parte di professionisti (almeno sulla carta) che dovrebbero deontologicamente essere imparziali, ne approfitti per beffeggiare in maniera viscida e malevola la Società e i tifosi.

Noto quindi sempre di più che la Juve sta tornando a incutere timore, e più “restiamo tra le grandi” e più gli alberi attorno ai riempiono di corvi e cornacchie, di gente che prega perché accada qualcosa che ci possa danneggiare sino ad arrivare a chi, seduto nella poltroncina del proprio studio, lascia libero spazio alla cattiveria gratuita costruendo notizie false e tendenziose pur di danneggiare la Vecchia Signora.

A proposito, torno indietro di qualche riga per ricordare apertamente e orgogliosamente l’unica vera Grande che lo ha dimostrato nella sua storia, vicina o lontana, si chiama Juventus F.C. e questa è una realtà, che piaccia o meno, ma è una Verità e non raccontate più le solite stupidaggini per aggrapparvi a fare polemica. Tutto il mondo del calcio che AMA lo sport a prescindere dalle questioni di tifo, ha preso coscienza  riguardo a tutto lo schifo che le è  stato scaricato addosso, aldilà della consueta narrazione faziosa.

I più lucidi arrivano perfino a comprendere che era una soluzione estrema attraverso la quale dover ammettere la propria manifesta inferiorità, visto che sul campo, per tutti gli altri, era rimasto ben poco da controbattere.

Dopo questa lunga ed emozinale premessa, vengo al nocciolo della questione. Mentre stavo facendo colazione in un bar accanto a dove abito, si è fermato in ragazzo di colore con un borsone enorme. Quando lo ha aperto, all’interno c’erano tute, magliette, adesivi con i simboli delle squadre di serie A più titolate, e poi altre cose che non hanno attirato la mia attenzione.

L’episodio, vi avverto, è disgustoso.

Ero voltato verso di lui nel momento in cui ha aperto la borsa per proporre i suoi oggetti, quindi ho potuto assistere a tutta la scena.

Ad un certo punto due ragazzi hanno guardato le magliette dei calciatori, arrivati a quella delle Juve, n.10 Del Piero, il modello con le strisce curve sulle spalle, l’hanno presa e hanno iniziato a maltrattarla, arrivando quasi a strapparla, l’hanno buttata a terra e calpestata nello sbigottimento del povero ragazzo che cercava solo di farsela restituire.

Ma finiscila negro, è una maglia di ladri falliti e tu che la vendi inquini solo le strade! Piantala e mettila via e ti lasciamo andare”.

L’ho trovato davvero rivoltante.

Sono una persona civile, educata e rispettosa, ma anche un innamorato dello sport. E in particolar modo del calcio, che come metafora della società civile, dovrebbe parlare di integrazione, di rispetto, di confronto ma anche di incontro tra culture e generazioni.

Ebbene, nel 2023 c’è chi arriva sino a questo punto di oscena inciviltà  (in parte per gravi carenze nel proprio sistema educativo, senza dubbio!) anche a causa dell’odio che si respira nei confronti dei bianconeri e che  è quotidianamente fomentato da individui che ben conosciamo.

Da troppi anni passeggiano nel mondo del calcio e sussurrano o gridano, a loro piacimento qualsiasi tipo di realtà pur di poter avere lettori su alcuni quotidiani, o miseri click e commenti a loro favore sui social. La vetta più alta che sognano di raggiungere è probabilmente quella di essere invitati nelle trasmissioni dove si parla di calcio facendo finta di essere degli intenditori. Un giro vizioso che alimenta l’odio per un mondo che potrebbe essere diverso e davvero tornare a rappresentare un modello di crescita per i giovani, invece che una continua fucina di odio, frustrazioni e violenza come è oggi.

Un ragazzo giunto in Italia da chissà dove, costretto a vendere prodotti per la strada, pur di poter mangiare.

Ha preso la maglia, l’ha piegata con cura e, spaventato e con gli occhi lucidi li ha seguiti con lo sguardo mentre si allontanavano ridendo.

Sono solo stupidi bulli, cresciuti male, sentendosi migliori di altri e al di sopra non solo della legge, ma anche della semplice educazione.

 Questo senso di intoccabilità, questa totale desensibilizzazione al rispetto, deriva anche dalla continua pubblicità negativa e faziosa che ha di fatto sdoganato l’ODIO solo mettendogli accanto un bistrattato attributo come “sportivo”.

(Nelle favole della Regina, i Viscidi Cantastorie)

Il venditore, per concludere, mi disse che ogni 7/8 maglie e/o gadget della Juve ne vendeva un paio di altre squadre. Però si sentiva sempre in pericolo perché l’odio nella gente fa veramente paura.

È questo il mondo nel quale dovranno e devono vivere i nostri figli che amano il calcio? Un mondo così non lo voglio!

Allora mi chiedo, se qualcuno di noi fosse stato al posto suo cosa avremmo fatto? Ieri avremmo ricambiato i bulli con la stessa moneta, oppure avremmo lasciato perdere per evitare una rissa, ma oggi c’è la FONDAZIONE JDENTITÀ BIANCONERA che non è il vendicatore dalle ingiustizie ma è un organo istituzionale nato appositamente per difendere e rappresentare i tifosi.

Consultate attentamente, con calma, leggete quanto scritto, ascoltate le parole che sono state dette e non troverete toni o parole aggressive, offensive e di rifiuto verso alcuno. Riportate il calcio ed il suo mondo a fare divertire le famiglie, difendere dalle violenze di ogni genere nelle sedi opportune è un dovere di chi AMA il calcio per quello che è…. Un gioco di professionisti.

Fino alla fine…ma è solo all’inizio!

Un caloroso abbraccio.

 

                                 Fabrizio Baricchi

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