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I Racconti della Regina – Parte 6

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All’improvviso la tenda del comandante delle Aquile si aprì ed entrarono due Cavalieri d’Ordinanza che si misero in posizione di ufficiale accoglienza, due a destra affiancate l’uno all’altro e due a sinistra disposti in egual maniera. Dopo poco entrò il Bianco. L’espressione era cupa, persino la camminata sembrava di una persona sofferente.

<< Bianco cosa è successo? Vieni, siediti.>>

Il saggio si sedette accanto al Nero, era davvero molto preoccupato come non si era mai visto prima.

Nessuno disse nulla, ma si erano resi conto della preoccupazione che lo stava affliggendo. Trascorsero diversi minuti di chiassoso silenzio, poi, all’improvviso, il Bianco si abbassò il cappuccio dell’abito dell’ordine.

<< Ho parlato con l’anziano degli Scudieri Superiori ed i ragazzi hanno la certezza che qualche Regno confinante fosse già a conoscenza del Torneo. Siccome mi fido pienamente di quei ragazzi perché stanno facendo un percorso molto duro sotto tutti i punti di vista, compreso il saper leggere atteggiamenti evidenti.  Ciò che videro li lasciò sbigottiti.

Mi sembra, se non ricordo male, che uno dei rappresentanti dei Regni invitati, nemmeno lesse l’invito. Addirittura comunicò l’adesione al messaggero ridendo con i propri commensali. Una risata di scherno, come a dire che loro sapevano già tutto, definito dal capotavola, “Spettacolo per il Popolo insoddisfatto della propria Regina impaurita per un confronto a campo aperto”. Il Bianco saggio concluse la relazione manifestando la preoccupazione di doverlo dire alla Regina e le possibili conseguenze.
“La Regina sarà sconvolta da questa notizia! Cercare eventuali spie adesso è temporalmente impossibile, oltre che devastante psicologicamente e socialmente. Rischiamo che la sfiducia e l’incertezza la facciano preoccupare, al punto di non capire di chi potersi fidare!” 

Dopo una breve pausa, proseguì: “ I villaggi più distanti stanno soffrendo il fatto di essere poco a contatto con il Castello, e possono essere manipolati al punto da credere ad un disinteresse da parte della Regina”. Intervenne il Capo delle Aquile: “Tutta colpa di quei maledetti Viscidi e le loro colleghe Malelingue! Un flagello!”
Riprese a parlare il Bianco che non amava essere interrotto, ma viste le circostanze evitò di riprendere il Comandante: “Il rischio è che tutto questo si ripercuota anche sui Cavalieri che potremmo arruolare per il Torneo! Pensa che disastro se credessero a queste voci e decidessero di non gareggiare per noi, e quindi il torneo saltasse del tutto!”
Il suo silenzio anticipò di pochi attimi la frase che tutti temevano: “e questo vorrebbe dire guerra”

Convocò immediatamente il Consiglio al completo, che si riunì nella Sala Grande del Castello nel giro di pochissimo tempo: la situazione era molto preoccupante, il tempo era sempre meno e le spie, ancora sconosciute, continuavano ad agire aumentando sempre di più il malcontento generale.
La Regina sedeva sul Trono, lo sguardo fiero, solo appena velato da un’ombra di preoccupazione. Alla sua destra sedeva il Bianco, mentre il Nero era accanto a lei sull’altro lato.
A pochi metri dal Trono, scendendo qualche scalino, tutti gli Anziani erano seduti attorno al grande tavolo, in attesa.

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