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Juventus vs. Bologna – Le Pagelle di Meghè

I giudizi SemiSeri di FJB, perchè il calcio non deve smettere mai di farci sorridere.
Contiene ironia, leggere responsabilmente

PAGELLE

Perin 6: è come la fidanzatina delle medie, sorridente, un po’ impacciata, ben vestita. Ti ha fatto perdere la testa con le sue forme che iniziano ad esplodere, ma non ti puoi aspettare che faccia miracoli. Se poi Alex Sandro sforna assist agli avversari, può solo raccogliere il pallone in fondo alla rete. Il compianto Francesco Nuti gli canterebbe: “tu c’hai le puppe a Perin”! Intrigante.

Danilo 6: nel secondo tempo perde la pazienza al trentasettesimo passaggio indietro che riceve; si sbatte comunque sempre per la squadra, dando solidità alla difesa. Sai che puoi contare su di lui, quando arriva ci mette sempre una pezza. MacGyver.

Bremer 5: certo che se vogliamo far impostare il gioco d’attacco a lui e Locatelli siamo a posto. Finchè c’è da menare, Bud Spencer fa il suo, non possiamo chiedergli di correre i 100 metri o di ballare la mazurca con saltello. A disagio.

Alex Sandro 4,5: azzoppa Bremer e lancia in area Ferguson con un assist al bacio. Peccato non giochi nel Bologna. Ad averlo Saputo prima, magari Giuntoli glielo piazzava pagandogli anche parte del mostruoso ingaggio, pur di levarcelo da davanti agli occhi. Nel secondo tempo cerca di riscattarsi, ma ha la grazia e l’efficacia del ragioniere più famoso d’Italia quando inforca la bicicletta senza sellino. Fantozzi

Weah 5,5: il primo tempo è irriconoscibile, rispetto alla scheggia del precampionato. Non cerca mai di saltare l’uomo, né la giocata. Inciampa su un avversario facendo temere a tutti un infortunio alla spalla. Dagli spalti qualcuno pensa si tratti del padre che abbia rimesso gli scarpini a 50 anni. Nella ripresa almeno prova a bucare il portiere avversario con un tiro da fuori, strappando quasi la sufficienza.  Anonimo

Cambiaso 5: Non ripete la super partita di Udine, sembrando a tratti spaesato nelle vesti di mezz’ala. Il Mister, ultimamente prodigo nello snaturare i propri giocatori spostandoli di ruolo, insiste nel farlo accentrare mortificando le sue doti dinamiche, contro una squadra ben messa in campo dall’ex centrocampista più lento della storia. Come mettere Chuck Norris al servizio reclami della Tim e lamentarsi poi che gli utenti cambiano gestore. Incompreso Dal 66′ Iling Jr 6,5: tutti pensano che la sua giocata decisiva sia il perfetto assist a Vlahovic. Invece, la giovane promessa di Albione, che ha studiato in panca il metro arbitrale, memore del mancato rigore concesso a Chiesa nel primo tempo, affossa Ndoye a 5 metri dalla porta salvando il possibile 2 a 0 che avrebbe chiuso la partita. Speriamo che Acciughina punti su di lui dandogli spazio non solo nei finali. Quando va via negli spazi palla al piede sembra Marty Mc Fly in ritorno al futuro. Imprendibile.

Locatelli 4,5: la vittima principale di Acciughina. Il regista non è il suo ruolo, lui è una mezz’ala. Come se De Piagnentiis facesse fare la regia del prossimo cinepanettone ad Alvaro Vitali. E poi si lamentasse che in un’ora e mezza di film il momento clou è uno che si incendia una scorreggia. Purtroppo, stavolta non ne azzecca una e viene sonoramente fischiato dallo stadium (fino a quel momento il solito silente teatro di posa giapponese) al momento della sostituzione. Capro espiatorio Dal 81′ Yildiz s.v: l’unica sua preoccupazione è quella di non mettersi mai le mani tra i capelli, per non perdere quel minimo di ciuffo che gli è rimasto. Siamo sicuri che sia stata una buona mossa quella di farglieli tagliare? Va beh, ricresceranno. Sansone

Rabiot 5,5: caracolla per il campo con una baguette sotto l’ascella, con la presunzione transalpina di quello che è abituato, in qualche maniera, a lasciare l’impronta sulle partite. Stavolta però non lo fa: non un inserimento degno di nota. I compagni lo cercano anche, ma inutilmente. Come il turista medio italiano che caga in albergo a Parigi e poi gira smarrito lo sguardo per il bagno in cerca di un bidet. Indolente

Fagioli 5: ecco un altro messo fuori ruolo da acciughina che si ostina a fargli fare la mezz’ala anche se Fagiolino non ne ha le caratteristiche fisiche. Metterlo al posto di Locatelli a creare gioco no? Brutto? Lui il lancio in verticale preciso ce l’ha. A sto punto me lo aspetto prossimamente terzino alla Cambiaso con facoltà di accentrarsi. Non è colpa sua. Come andare a pranzo a Roma dalla Sora Lella, ordinare fagioli con le cotiche e vedersi recapitare un piatto di fagioli senza la ciccia. Incompiuto dal 66′ Pogba 6,5: c’è poco da fare, Paul tocca la palla in una maniera diversa da tutti gli altri. Nell’azione del goal di Vlahovic protegge e controlla la palla in mezzo a 4 uomini, servendo con un filtrante preciso al centimetro la corsa di Iling. E’ come Cicciolina: può stare un anno e mezzo fuori dalle scene, ma quando rientra è come se non avesse mai smesso. Se il fisico lo regge, farà godere tanti tifosi. Viagra naturale

Chiesa 5: Nessun tiro in porta, pressa come un matto e quando la squadra non sale guarda smarrito Magnanelli in panca, che non ricambia lo sguardo per paura delle ire acciughiniane. Naufraga nell’anonimo primo tempo bianconero, provando scatti a profusione che i ferri da stiro di Bremer e Locatelli non premiano con lanci adeguati. Sconsacrato Dal 74′ Milik 5: entra nel finale, per dare sostanza all’attacco, ma non riesce neppure a fare le solite sponde all’indietro sulla trequarti. Come chiedere al compianto Monsignor Milingo, quasi suo omonimo, di recitare l’angelus in piazza san Pietro. Di buono c’è che ci risparmia il comico rigore tirato l’anno scorso al Dall’Ara: quest’anno, vista l’aria che tira ne riceveremo ben pochi. Apatico

Vlahovic 6,5: se gli diamo qualche palla giocabile, lo slavo ci fa divertire. Se pretendiamo che faccia appoggi laterali a metà campo meno. Udine nel primo tempo ed il secondo tempo con il Bologna insegnano. Segna una doppietta, azzoppata dal Var, che lascia l’amaro in bocca ai tifosi. Come quella famosa signora felsinea che alla domanda se fosse vero che Bologna è conosciuta soprattutto per un paio di specialità, rispose: “Mo che cosa sono i tortellini???” Bomber

Allegri 5: Vuole dimostrare a tutti che Magnanelli fa solo quello che dice lui e sfodera uno dei suoi vecchi primi tempi: tutti dietro la linea della palla, non un’idea di gioco, manco un tiro in porta. Ma ci ha fatto vincere 5 scudetti e ha gestito magistralmente la buriana dell’anno scorso: è come far l’amore con una vecchia, solo perché da giovane era una bella figa. Anacronistico

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