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Giornalismo di parte: Quando la caccia alle streghe mina il calcio e il rispetto per i giocatori

Siamo nel bel mezzo di un’era in cui il giornalismo sportivo sembra essersi smarrito, spingendosi al limite dell’etica e del buon senso per alimentare il fuoco delle controversie.
L’ultimo scandalo coinvolge Paul Pogba, uno dei nostri giocatori, trovato positivo ad un controllo antidoping, ma ciò che è più allarmante è l’atteggiamento scandalosamente parziale dei media e dei commentatori, che sembrano essersi dati il compito di demonizzare la Juventus senza alcuna prova concreta.

Il diritto di Pogba a effettuare controanalisi è un pilastro fondamentale del sistema antidoping, un principio che dovrebbe essere accettato da tutti, inclusi i giornalisti. Tuttavia, sembra che per molti di loro, l’obiettivo principale sia gettare fango sulla nostra squadra, senza alcuna considerazione per la presunzione di innocenza. Questo atteggiamento va oltre la mera critica sportiva ed è diventato un attacco sfrenato e irresponsabile contro un professionista che ha dato tanto al calcio. Ciò che rende ancora più frustrante questa situazione è la apparentemente tacita approvazione dell’Ordine dei Giornalisti, che sembra essersi disinteressato alla necessità di mantenere un minimo di coerenza giornalistica.

Il compito dei giornalisti dovrebbe essere quello di informare, non di alimentare polemiche ingiustificate. Ma sembra che la caccia alle streghe sia diventata più importante della verità e della giustizia.
I tifosi della Juventus vedono la loro squadra continuamente sbattuta come il mostro in prima pagina, e questo non è solo ingiusto, ma danneggia l’immagine stessa del calcio.
Il calcio dovrebbe essere uno sport che unisce le persone, che celebra il talento e la passione, non un campo di battaglia per i sensazionalisti e gli opportunisti che cercano di ottenere visibilità a spese dei giocatori e delle squadre.

Chiediamo un cambiamento urgente in questo modo di fare giornalismo sportivo.

Chiediamo rispetto per i giocatori, per la Juventus e per tutti i tifosi che dedicano il loro cuore e la loro anima al calcio. Chiediamo ai media di tornare alle loro radici, di informare con onestà e obiettività anziché alimentare l’odio e la discordia. In questo momento difficile, sosteniamo Paul Pogba nella sua ricerca di giustizia e verità. E, allo stesso tempo, continueremo a sostenere la Juventus con orgoglio, indipendentemente da quanto fango ci verrà gettato addosso. La nostra passione per la squadra è inarrestabile, e nessun giornalismo di parte potrà mai spezzarla.

Come Fondazione invitiamo con forza tutte le parti in gioco ad un atteggiamento di responsabilità e irreprensibile professionalità, sperando di non dover intervenire direttamente.

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