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Empoli – Juventus: le nostre pagelle

Domenica sera allo Stadio Castellani di Empoli si sono affrontate Empoli e Juventus.

Di seguito le nostre pagelle!

JUVENTUS

PERIN 5: in una partita di sostanziale inoperosità diventa complicato mantenere concentrazione e lucidità. Ma quel rinvio completamente sbagliato da cui nasce l’unica azione pericolosa dell’Empoli è qualcosa che non si può perdonare.

GATTI 7: Affidabile in difesa, con la garra che lo contraddistingue riesce ad essere un valore aggiunto anche in attacco. Oltre ad aggiungere centimetri e forza fisica sui calci d’angolo, questa volta si procura anche un rigore con una finta degna di una mezz’ala.

BREMER 5.5: la sensazione è che la palla tra i suoi piedi scotti sempre. Buono il lavoro in marcatura, ma certi palloni svirgolati con troppa frenesia danno l’idea di una certa insicurezza.

DANILO 7.5: i compiti difensivi oggi sono molto limitati, ma il Capitano è sempre presente e sicuro, togliendosi la soddisfazione di segnare anche due goal (uno annullato). La dedica a Scirea e la maglia donata alla famiglia lo incastonano ancora di più nel cuore dei tifosi.

MCKENNIE 6: Non è il suo ruolo, ma l’impegno non manca. Prezioso il ruolo di interdizione, nel quale forse dà maggiori garanzie rispetto a Tim. 83’ WEAH SV. Solo pochi minuti per lui, sufficienti per pennellare un cross dalla trequarti che Milik stampa sulla traversa

MIRETTI 6: corre e si impegna tanto. Il bagaglio tecnico c’è tutto, e non si risparmia certo nella corsa. Sembra sempre mancare quella punta di lucidità negli ultimi 20 metri, nella scelta della soluzione per sé o per i compagni.  62’ POGBA 6.5: fisicamente non è al top e si vede, ma con quei piedi e con l’intelligenza calcistica che ha potrebbe giocare in ciabatte. Quel goal annullato ci ha fatti emozionare tutti, certe cose non siamo più abituati a vederle.

LOCATELLI 6: tanta fatica, tanto lavoro oscuro, difficile trovare i riflettori. Manuel va sempre premiato per l’umiltà e l’atteggiamento, ma la sensazione è che stia facendo il meglio che può in un ruolo non suo.

RABIOT 6: giocatore di sostanza in mezzo al campo, dà il meglio di sé quando parte negli spazi aperti palla al piede. La sensazione è che poi quando arriva vicino all’area non sappia bene cosa fare: il tiro da fuori e il tocco millimetrico da trequartista non sono i suoi fondamentali migliori. Se migliorasse anche in questa fase sarebbe un giocatore straordinario.

KOSTIC 6: buona la prima per Filip, la corsa funziona bene, la precisione dei cross migliorerà insieme alla condizione  70’ CAMBIASO 6: entra bene, tiene palla, non corre rischi. Un finale di partita di buona maturità.

CHIESA 7.5: Federico è una forza della natura. Volenteroso, impetuoso, a tratti imprendibile. Potrebbe segnarne serenamente altri due, dimostrando che attaccare la profondità è una variabile tattica spesso letale. 83’ KEAN 6.5: buono l’ingresso di Moise, che colpisce anche un palo.

VLAHOVIC 5: la sensazione è che i movimenti non siano mai quelli che si aspettano i compagni d’attacco. Oggi gli spazi per attaccare la profondità c’erano, Chiesa lo ha dimostrato. Apparso nervoso in occasione del rigore, lo calcia male. La voglia di spaccare il mondo c’è: se diventa ansia però è controproducente. 70’ MILIK 7: 20 minuti, un assist strepitoso e un grande colpo di testa che scuote la traversa. Una preziosa risorsa per Allegri, una variante tattica in più che darà il suo contributo in stagione.

ALLEGRI 7 La squadra va al piccolo trotto, per gli esteti del calcio non è indimenticabile. Ma per la seconda volta in stagione la sensazione è che gli avversari non potrebbero segnare nemmeno se si giocasse per due giorni di fila. La metafora sulle pistole e i carri armati non va confusa con quella dei ristoranti.

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