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Diffida ad Enrico Varriale

Lettera al sindaco di Alassio

Chi è il dott Enrico Varriale

Enrico Varriale, nato a Napoli il 22 Gennaio 1960. Diventa giornalista professionista nel 1985, alternando lo studio universitario al lavoro di giornalista presso la tv privata napoletana Canale 21 e redattore presso Il Mattino.
Nel 1986 finalmente approda in Rai, alla sede Napoli, collaborando con il Tg regionale. Nel 1989 il grande passaggio: arriva alla redazione Romana nella sezione sportiva del TG3, diretta allora da Aldo Biscardi, che lo promuoverà come inviato di punta a Il processo del lunedì.

Questi sono i primi passi professionali del protagonista del nostro articolo.
Da allora tanta strada ha fatto e tante, troppe volte è inciampato lungo questo percorso.

L’onere e l’onore dei giornalisti

Riteniamo che i giornalisti abbiano da sempre avuto onore e onere di raccontare il calcio ai tifosi, come uomini di cultura, come narratori di un fatto sportivo. Negli anni il valore sacro dell’imparzialità si è perso completamente e si è cominciato a fare narrazione di parte, distorcendo un po’ la realtà per strizzare l’occhio ai colori che si amano.

L’ultimo step di questa degenerazione della professione è stato il fenomeno dei giornalisti hater a cui assistiamo ultimamente: non basta fare il tifo per la propria squadra, il non plus ultra è dileggiare e insultare una squadra ODIATA insieme a tutti i suoi tifosi. Questo ingenera una serie di episodi di emulazione che non fanno altro che generare odio e violenza verbale, che talvolta finisce per sconfinare addirittura nella violenza fisica.

La somma di tutte queste cose ci porta oggi a presentare una diffida per il dott. Varriale. Ecco riportata integralmente quanto scritto del nostro team Legale.


Diffida per il dott Enrico Varriale

“Egregio sig. Varriale,
indirizziamo la presente su incarico del Presidente del Consiglio d’Amministrazione della Fondazione Jdentità Bianconera, Dott. Eros Durante, rappresentando quanto segue.

In seguito alla disputa della partita Napoli Empoli, Ella, commentando l’incontro, pubblicava il seguente post sulla piattaforma social X (ex “Twitter”): “Il disastroso @sscnapoli di //Garcia dopo 12 partite di cui 3 perse, tutte al Maradona, è al 4° posto, sarebbe cioè qualificato alla Champions. Un dato che la dice lunga sulla mediocrità di questo campionato, esaltato solo da alcuni beoti per cui vincere è l’unica cosa che conta”.

Non è la prima volta che si riferisce ai tifosi della Juventus con il termine “beoti”: in data 3 ottobre 2020, infatti, commentando il rinvio della partita Juventus Napoli, richiesto da quest’ultima per l’epidemia di Covid che aveva colpito la squadra, aveva ad affermare testualmente: “… e qui c’è chi chiede il 3-0 a tavolino per

 #JuveNapoli. Non, ovviamente la stragrande maggioranza dei tifosi bianconeri, solo quei decerebrati che non conoscono vergogna, che io chiamo beoti.”

Detta affermazione costituisce una intollerabile condotta offensiva, senz’altro inappropriata e denigratoria, oltre che smisurata rispetto ad un contesto di civile e di libero contradittorio, al solo e deliberato scopo di screditare i tifosi juventini, al cospetto della moltitudine dei suoi followers, fruitori della predetta piattaforma social.

La Fondazione, che assistiamo e che rappresentiamo con questa missiva, è nata proprio con l’obiettivo di assicurare la tutela e la rappresentanza degli associati in quanto sportivi e tifosi juventini, considerando tale appartenenza calcistica elemento identitario da valorizzare, nel pieno rispetto dei diritti costituzionali, delle norme di legge e di pubblica sicurezza, nonché nel pieno rispetto del dialogo con le Istituzioni, come stabilito dall’art. 3.2 del nostro Statuto.

Nel corso degli ultimi anni si è inasprito il clima intorno alla Juventus, bersagliata da campagne giudiziarie a senso unico e da continui attacchi, anche da parte degli organi di stampa che, approfittando del maggiore appeal mediatico che ha una notizia riguardante la Juventus, soprattutto grazie alla sua moltitudine di tifosi e di haters, non si sono fatti scrupolo di dare risalto e strumentalizzare qualsivoglia tipo di notizia. Noi siamo nati con la mission di tutelare i nostri associati in quanto sportivi e tifosi juventini dalla gratuità delle offese che quotidianamente vengono rivolte loro e dalle condotte sgradevoli alle quali si è costantemente accostati.

Per quanto sopra, La diffidiamo ad eliminare immediatamente la suesposta diffamante espressione, rappresentando che è nostra ferma intenzione procedere, se del caso in via giudiziale, per ottenere il risarcimento del danno non patrimoniale, in difetto di immediate scuse e cancellazione dell’offesa perpetrata col mezzo telematico.

In tal senso, riservata ogni iniziativa, in tutte le sedi ritenute opportune, La invitiamo a prendere contatti con i nostri Studi ai recapiti in intestazione, tramite Legale di Sua fiducia, nel tentativo di comporre bonariamente la vicenda, sin tanto che la condotta contestata potrà dirsi definitivamente cessata.

Trascorsi sette giorni dalla ricezione della presente, in assenza di fattivo riscontro, daremo seguito al mandato conferitoci, procedendo in sede giudiziale, senza ulteriore avviso. “


L’attesa del piacere di un nuovo calcio

 Noi come Fondazione Jdentità Bianconera riteniamo che la Juventus ed i suoi milioni di tifosi in tutto il mondo meritino rispetto. Se vogliamo ancora credere nella bellezza di questo sport, il nostro sport, quello che ci fa battere il cuore in modo pazzesco per 90 minuti, dobbiamo portare avanti azioni come questa.

Se tanti altri giornalisti inciamperanno lungo il loro percorso noi saremo pronti ad essergli vicino, dopo aver capito e ammesso i propri sbagli.

L’attesa del piacere è essa stessa il piacere, non che altri professionisti caschino nell’errore, ma l’attesa che il sistema torni ad essere sano e possiamo goderci il calcio e la nostra amata Juventus FINO ALLA FINE, senza che nessuno macchi il nostro onore e quello dalla nostra squadra.

 

 

 

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