NOTIZIE

ADERIRSCI ALLA

FONDAZIONE JB

SPONSORED BY

PARTNER

Cosa ci sta insegnando il “caso Corona” – di Simone Verrecchia

Il futuro di Vlahovic

Cosa ci sta insegnando il caso Corona

“Il gioco del calcio sta implodendo sotto i colpi di un ritrovato giornalista.”

“Tutto il male del gioco preferito dagli italiani, portato a galla da spettabili figure della comunicazione televisiva.”

L’aria che tira è questa, o molto simile, al punto che se un alieno sbarcasse oggi sulla terra, si troverebbe un ragazzo bello giovane ed abbronzato su tutti i canali televisivi che pontifica sul calcio italiano e su come i calciatori, sono tutto tranne atleti professionisti.

Calcioscommesse in Italia

Il calcioscommesse in Italia è regolamentato dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM), che è un’agenzia governativa responsabile della regolamentazione e della supervisione di tutti i giochi d’azzardo in Italia.

L’ADM è quindi responsabile di rilasciare le licenze ai bookmaker che desiderano operare nel bel Paese. Una volta autorizzati, devono rispettare una serie di norme e regolamenti, tra cui:

  • Garantire la trasparenza e la correttezza delle scommesse
  • Proteggere i giocatori da frodi e abusi
  • Contribuire al finanziamento del sistema sanitario nazionale italiano

Ogni cittadino può giocare responsabilmente conoscendo benissimo il rischio dell’eventuale perdita relativa la scommessa fatta.

Gli sportivi ovviamente non rientrano in questa casistica. La legge italiana prevede il divieto agli atleti professionisti di scommettere su eventi sportivi in cui sono coinvolti.

Le grandi incongruenza

Tutta questa regolamentazione cozza dal punto di vista etico, morale ed a volte anche pratico.

Affermava Gravina – il presidente della FIGC – solo pochi giorni fa  “ Per la legge Italiana possono scommettere su Italia Inghilterra su piattaforme legali. Ma questi ragazzi verrebbero puniti perché nelle nostre norme FIGC abbiamo inserito il divieto.”

Inoltre bisogna ricordare quanto il mondo delle scommesse finanzia il sistema da più parti. Non vi è più trasmissione sportiva in cui non si parla di quote, o diventano sponsor principale delle stesse. Nulla di illegale come abbiamo già in precedenza chiarito, ma di domande ne sorgono tante.

Irrompe Corona

Una personalità come Corona si è inserito alla perfezione in questo caos creando un grande scompiglio. Nel bel mezzo delle indagini della procura ha deciso di iniziare a parlare; fin qui tutto legittimo. O per lo meno, sicuramente non ha facilitato il lavoro delle procure, ma se vogliamo considerarlo come giornalista ha fatto un’inchiesta e ha denunciato la sua versione dei fatti. Esattamente in questo punto nasce Il problema, ovvero quando ha iniziato a sparlare.

Non siamo meravigliati, essendo noto il personaggio alle cronache per comportamenti non proprio ligi e cristallini, di questo suo essere sopra le righe. Quello che ci meraviglia, sono i tappeti rossi stesi al suo arrivo dalle varie emittenti nazionali.

Corona in tv

In queste ultime due settimane abbiamo visto il sig. Corona in versione una e trina, qualsiasi canale guardassimo lui c’era. Ospite pagato, intervista telefonica, diretta, chi più ne ha più ne metta. Un personaggio che può piacere o meno, ma che nessuno si è tirato indietro avendo la possibilità di invitarlo. Giusto?

La mia opinione è che per motivi puramente morali dare risalto a questa persona è un danno soprattutto per i giovani che hanno già grandi difficoltà ad affezionarsi al calcio. Però la mia resta solo opinione, in quanto le emittenti commerciali hanno logiche nelle quali nessuno di noi può intervenire.

Ma quando Il suddetto personaggio viene ospitato in RAI e pagato anche con i miei soldi?

Beh, lì attenzione, la mia semplice opinione diventa molto più forte. Cosciente che sono libero di non guardarlo, non accetto che le tasse da me pagate vengano usate anche per foraggiare le tasche di un personaggio di questa statura.

Sappiamo tutti benissimo che anche qui gli sponsor aiutano, ma la tv pubblica deve essere molto più attenta e rispettosa del popolo.

Corona in RAI

Corona da Belve, Corona a Domenica In, Corona da Avanti popolo della De Girolamo, incasso stimato:

  • 12 mila euro
  • Altri 12 mila euro dalla Fagnani
  • Una cifra fra gli 8 e i 10 nel salotto di RAI3

Totale, scarsi 30 mila euro regalati all’autoproclamatosi “re degli scoop”. Per fare cosa? Andare in onda sulla rete ammiraglia, su uno dei prodotti di punta di RAI2 e il nuovo programma lanciato da RAI3, ed essere intervistato neanche fosse un capo di Stato o un primo ministro.

Nomi, accuse gratuite, tutto con quella spavalderia e poca eleganza che ha sempre reso più grande il personaggio che la persona.

Quali messaggi, quali valori può trasmettere Corona al nostro Paese? Si sta tanto parlando dell’età così precoce di questi calciatori finiti sotto l’occhio del ciclone. Pensiamo invece che Corona ai nostri giovani possa fare scuola di vita? Insegnare la morale?

L’opinione pubblica che ci sostiene

Per chi ci segue, già è chiara la linea cha abbiamo adottato. Siamo convinti delle nostre azioni e proseguiremo in questo percorso. Coerenti con le nostre idee, ci siamo anche guardati intorno e qualche voce si è finalmente alzata.

Bonelli leader dei Verdi e componente della Vigilanza Rai si è espresso così: “Fabrizio Corona in Rai? Ho depositato un’interrogazione in Vigilanza. Come è possibile dare spazio a un pregiudicato e pagarlo pure?”

Aldo Grasso, uno dei più noti critici televisivi nel suo classico articolo sul Corriere della Sera, apre così il suo pezzo: “ Non si sa se sia più cialtrone Fabrizio Corona o chi lo ospita in tv…”

Cosa ci sta insegnando il caso Corona

La domanda è legittima, cosa ci sta lasciando il caso Corona?

Tutti parlano, e di questo ne siamo entusiasti. Ma che il contenuto e la fonte siano quanto meno discutibili è altrettanto evidente. Notiamo con piacere che ci sia chi esprime il proprio malcontento davanti la sovraesposizione dell’ex re dei paparazzi, ma di fatti concreti ne vediamo ancora pochi.

Dal nostro punto di vista la RAI ha palesemente sbagliato a usare Corona come l’ariete per entrare nelle case degli italiani. Giudicare il personaggio sarebbe fin troppo facile, criticarlo è assolutamente legittimo, porre un freno alle sue esternazioni un nostro dovere.

L’informazione deve fare ancora 10, 100, 1000 passi in avanti. Siamo convinti che la strada è ancora lunga ma noi siamo qui a percorrerla.

Vogliamo infatti vedere rispettati i nostri interessi di cittadini e tifosi. Come Fondazione non possiamo girarci dell’altra parte e pensare che tutto finisca nel dimenticatoio perché non è assolutamente così.

Corona alza la voce? Alza i toni? Noi non ci siamo fatti né ci faremo trovare impreparati.

Perché come sempre siamo qua a difendere la Juventus ed il suo popolo FINO ALLA FINE.

 

Simone Verrecchia

CONDIVIDI SU

ULTIMI ARTICOLI

ADERIRSCI ORA ALLA

FONDAZIONE JB