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Cagliari – Juventus: un tweet che deve far riflettere

L’episodio che ha macchiato la partita Cagliari-Juventus, con il duro scontro che ha visto protagonista Alcaraz e un giocatore del Cagliari, ha acceso un fuoco di indignazione sui social media. In particolare, il tweet pubblicato dal social media manager del Cagliari, accostando l’immagine dello scontro al risultato di parità (“un punto a testa”), ha provocato un fastidio del tutto evitabile tra le persone che amano il calcio e che abbiano quel minimo di umana sensibilità.

Questo episodio, purtroppo non isolato, ci dovrebbe suggerire, ancora una volta, una profonda riflessione sulla deriva pericolosa che sta assumendo la comunicazione, soprattutto in un contesto già carico di tensione come quello del calcio.
La spasmodica ricerca dell’attenzione, del clic a tutti i costi, spesso a scapito dell’etica e anche di un minimo banale buon senso, genera contenuti che, in un contesto di totale non necessarietà, possono risultare offensivi, dannosi e alimentare un clima di odio e rivalità che nulla ha a che fare con lo sport.
E’ necessario riscoprire un approccio alla comunicazione più equilibrato.
Chi comunica oggi, ha delle enormi responsabilità, delle quali deve essere consapevole.
Comprendiamo quanto sia difficile essere coerenti e puliti quando la propria professione magari viene misurata solo in base ai “clic”.

Quei maledetti clic che si sono mangiati un’intera generazione di giornalisti e della loro deontologia professionale.

Per fortuna esistono rari, ma illuminanti esempi positivi: il lavoro del mitico social media manager del Pescara Calcio rappresenta un faro per tutti, dimostrando ogni giorno come sia possibile comunicare con eleganza, ironia e messaggi sempre positivi, conquistando il consenso e l’apprezzamento del pubblico.
Chiunque faccia comunicazione, soprattutto in un mondo come quello del calcio, dovrebbe tenere a mente l’ambiente fortemente carico di tensione per il quale opera e chiedersi sempre se vale la pena continuare a inasprire i toni in nome di qualche sporco clic in più.

La vera sfida per chi fa comunicazione è quella di creare un ponte tra le persone, di favorire il dialogo e l’unione, non la divisione e l’odio. Solo attraverso un approccio etico e responsabile, la comunicazione può svolgere il suo ruolo di strumento positivo per la crescita e il benessere della società.

L’auspicio, forse ingenuo, ma genuino, è che l’episodio di Cagliari-Juventus possa essere uno spunto di riflessione per tutti: è tempo di cambiare rotta e di una comunicazione che sia davvero al servizio dello sport, dei suoi valori e della passione dei tifosi.

Una comunicazione che non offenda, ma che arricchisca, che non divida, ma che unisca.

Solo così potremo costruire un mondo del calcio più sano, più rispettoso e più appassionante, dove il tifo si esprime con gioia e non con violenza, dove i protagonisti siano i giocatori e non gli haters.
L’invito è rivolto a tutti, dai social media manager ai giornalisti, dai tifosi ai dirigenti: riscopriamo il senso della responsabilità e del rispetto, e facciamo del calcio un esempio di fair play e di valori positivi.

Hai letto “Cagliari – Juventus: un tweet che deve far riflettere” – A cura della Fondazione Jdentità Bianconera.
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