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Cagliari – Juventus: le pagelle di Sanfelici

Le pagelle di Cagliari – Juventus a cura di Marco Edoardo Sanfelici per la Fondazione Jdentità Bianconera

SZCZESNY 6,5 Si trova sotto di 2 rigori, senza aver fatto una parata. Nell’azione del secondo fallo in area, viene anche ammonito. Dal replay si vede come Luvumbo faccia di tutto per incocciare sulle gambe in uscita di Tek. Vede arrivare un tiraccio di Prati dopo 10 minuti della ripresa e la parata conseguente, più spettacolare che difficoltosa, tiene il risultato a portata di rimonta.

GATTI 5,5 Ha piedi di ghisa e a destra non parte mai un’azione degna di tal nome, anche se lo stucchevole fraseggio basso lo coinvolge contro voglia. Prova in tutti i modi a farsi superare da cagliaritani in profondità, che corrono 3 volte più veloci di lui, ma si arrabatta e la sfanga.

BREMER 5 Ha l’attenuante di qualche fastidio muscolare, ma mai nel corso del campionato ha patito un torello bel piantato come Shomurodov. E per larghi tratti. Anche lui risulta vittima dell’inconsistenza del filtro di centrocampo, anche lui a forza di vedere arrivare avversari da tutte le parti, va in crisi. A Cagliari però si vede un Gleison sulle gambe e ciò preoccupa.

DANILO 5,5 Imbambolato spesso e volentieri, di una lentezza quaresimale, perplesso quattro volte su quattro col pallone tra i piedi. Poi, la rete che accorcia le distanze ringalluzzisce la truppa e pure il capitano. Recupera palloni su palloni a tre quarti di campo e li ributta dentro, contribuendo ad ammassare il Cagliari nell’area piccola. Ma che fatica!

WEAH 4 Al mio fianco mi si suggerisce: “Non vale un’unghia di suo padre”. Affermazione laconica e tombale su un ragazzo che deve ricominciare da una qualsiasi “scuola calcio”. Non stoppa di petto nemmeno un tiro da una parte all’altra del campo in completa solitudine. Utile a cambi a 3 minuti dalla fine sul 3 a 0 per la Juve. (Mc KENNIE 6 Il centrocampo cresce e si piazza stabilmente nei pressi dell’area di rigore rossoblù. Finalmente si vede la Juve dominare, ma viene da piangere…)

ALCARAZ 6 Gioca solo un tempo perché l’ANONIMA FISCHIETTI permette a Yerry Mina un’apertura di gomito da pipistrello. Sarebbe rigore in qualsiasi campionato, ma non nella Gravina League. Il sangue che esce a fiotti lo costringe a doversi fermare. In un tempo da tragedia greca, risulta il migliore per visione di gioco e precisione di passaggi. (YILDIZ 6,5 Poco per volta sta imparando a concedere sempre meno allo spettacolo e molto di più alle giocate concrete che servono alla squadra, meno a lui. Così confeziona un perfetto traversone che causa l’autorete di Dossena. Un dribbling e sul fondo a crossare, sta a vedere che abbiamo guadagnato un’ala…)

LOCATELLI 5 Niente, non ce la fa proprio a leggere i tempi delle giocate e il dosaggio dei passaggi. Staziona sulla linea dei difensori non certo per ordini di scuderia, ma per confusione mentale. Quando la disperazione lo toglie dal campo, Mc Kennie fa meglio di lui e “casualmente” la Juve pareggia. Spero che il messaggio sia giunto forte e chiaro nei piani alti e in panchina. (MILIK S.V. Più punte ci sono e più ci divertiamo, ma non è quasi mai così!)

RABIOT 5 Entra in partita dopo l’intervallo e per modo di dire. Ora, o ha staccato la spina su suggerimento di Mamàn o ha finito la benzina. Propendo per la prima ipotesi. Confido sull’onestà che ha sempre dimostrato, mancano ancora forse 7 partite e gradirei giocare in 11, almeno dall’inizio.

CAMBIASO 6,5 Non sfigura e non demerita. Tra i migliori o, se volete, tra i meno peggio. Ha la corsa sciolta, grinta nei contrasti, buona propensione a dialogare coi compagni. Tiene su la squadra da sinistra e da destra, fino a terminare il carburante a pochi minuti dal termine (ILING JR. 5 Entra per dare l’ultima accelerazione per la vittoria, ma scivola goffamente su un pallone invitante. Della serie: la panchina è vuota.)

VLAHOVIC 7 Lotta come pochi su un campo di wrestling, Mina sembra suo fratello siamese, da tanto che è appiccicato. Eppure Dusan non molla un centimetro. Gli viene annullato il solito goal che conta (siamo a quota 15 in stagione, uno scandalo!) e pur tuttavia si inventa un tiro su punizione che ricorda Zico, riaprendo la partita. Contribuisce ad annebbiare Dossena, che precipita l’intervento, uccellando il suo portiere. Se solo sto benedetto ragazzo serbo, trovasse una certa regolarità e la tranquillità interiore…

CHIESA 6,5 Sta in campo fino all’ultimo e quindi non è, almeno stavolta, il primo cambio. Confeziona la rete dell’ 1 a 2 per Dusan, ma il V.A.R. è vigile. E’ una spina nel fianco della difesa isolana per tutta la ripresa ed il suo lavoro la logora fino ad abbassare la linea difensiva sulla riga di porta. Pare che non faccia discussioni col mister, come perorate dai soliti rimestatori nel torbido.

ALLEGRI 5 Che cosa gli è venuto in mente a schierare Weah? Perchè, mister, si deve sempre concedere questi vantaggi agli avversari? E passi se giochiamo in casa e il pubblico sostiene i nostri. Ma a Cagliari, con la gente che ti fiata sul collo, di fronte ad una squadra che attraversa uno stato di forma invidiabile, la scelta rasenta il masochismo più conclamato. La mossa Alcaraz è più comprensibile, vista la capacità del ragazzo di ripulire palloni e servirli precisi. L’argentino si frantuma sul gomito di Yerry Mina, dettando un cambio offensivo in Yildiz. Siamo sotto di 2 reti, per diana. La Juve finisce con 5 punte: Dusan, Chiesa, Yildiz, Milik e… Vergogna. I finali minuti sanno di assalto alla diligenza di Ombre Rosse. Ma non è sempre vero che più attaccanti ci sono e più goal si fanno. Resta il sentore di un allenatore che le tenta tutte per non perdere. Forse però sarebbe il caso di non azzardare formazioni “fantasiose” e dover poi rimediare. O no? Perdere stasera equivarrebbe a gettare alle ortiche l’ultimo periodo, non esaltante, ma pieno di chiari indizi di ripresa. Equivarrebbe andare a Roma in Coppa Italia, con la testa colma di fantasmi e di incubi. Rimediamo un punto che ci può stare nella trasferta di Cagliari, negli anni non baciati da Eupalla e che non intacca la legittimazione dell’obbiettivo della qualificazione alla Champions League. Ancora 5 partite, 3 in casa. Tanti scontri diretti, nei quali siamo padroni del nostro destino. Sempre che non si urti il gioco del calcio, come nei primi 45 minuti in Sardegna.

                                 Marco Edoardo Sanfelici

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