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Biasin: “è anche colpa nostra, diamoci una regolata”

Il futuro di Vlahovic

In questi giorni, un servizio della bravissima Lia Capizzi ha scatenato vivaci discussioni, mettendo in luce la nuova campagna dell’ormai onnipresente Fabrizio Biasin in difesa degli arbitri. Con toni accesi, Biasin ha esortato tutti a smettere di concentrarsi sugli errori arbitrali, concentrandosi invece sul puro gioco del calcio. Incalzato dalla collega ha anche ammesso che la categoria dei giornalisti ha grande responsabilità per il clima attuale, invitando tutti a “darsi una regolata”.

Sebbene l’intento di promuovere nobili e giusti principi sia evidente, sorprende che questa iniziativa provenga da un giornalista notoriamente schierato con la squadra attualmente “fortunata” con gli arbitri, dopo aver criticato aspramente le scelte arbitrali per l’intero decennio precedente, persino quando la sua squadra si piazzava a svariate decine di punti dalla vetta del campionato.

Riconosciamo ed accogliamo sempre con piacere i cambiamenti di opinione, pur richiedendo nel tempo la dimostrazione che si tratti di una sincera convinzione nel cambio di paradigma, e non possa sorgere il dubbio di assistere ad una presa di posizione velata di utilitaristica ipocrisia. Siamo fiduciosi che Biasin, con la chiarezza d’intenti necessaria, manterrà fede alle sue dichiarazioni anche in momenti di presunta “sfortuna” della sua squadra.

I valori del calcio dovrebbero essere un patrimonio universale, e tutti i tifosi, indipendentemente dalla maglia, meritano un trattamento rispettoso da parte di giornalisti, televisione e commentatori.
Siamo consapevoli che per una stampa ormai ridotta ad essere pagata più per i click che genera che per la correttezza delle informazioni, fare polemiche a caso spesso si rivela più remunerativo rispetto ad una lucida analisi o ad un racconto equilibrato, tuttavia è sempre da sottolineare come questi soldi siano “sporchi” di tensioni sociali, di violenza verbale, di astio, di frammentazione sociale. In poche parole: i valori dello sport, svenduti per qualche click in più.

Ci auguriamo che un numero sempre maggiore di giornalisti riconoscano onestamente le responsabilità connesse al loro ruolo, alla loro professione e alla posizione che occupano. Auspichiamo un ritorno a un ambiente sportivo libero da veleni accumulati per decenni, un ambiente in cui si possa godere del calcio senza il grave degrado che attualmente lo caratterizza. Solo così potremo veramente tornare a celebrare lo sport più bello del mondo, uniti e liberi da tensioni superflue.

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