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AIA! Allarme arbitri: evidenti errori, evidente nervosismo. Così non va(r)

Nella giornata di ieri, il designatore Rocchi ha ammesso l’esistenza di ben otto errori commessi dall’AIA nella prima parte della stagione calcistica. Questi errori, riconosciuti dagli stessi arbitri, hanno avuto un impatto significativo sui risultati delle partite. In particolare, la Juventus è stata penalizzata contro Sassuolo e Genoa, con espulsioni non concesse a Berardi e Malinovskyj, secondo quanto riconosciuto dagli arbitri stessi.

Contestualmente, l’Inter, attualmente in testa alla classifica, ha beneficiato del mancato annullamento di due reti contro Genoa e Verona. Tuttavia, va sottolineato che stiamo discutendo solo degli errori “riconosciuti” dall’AIA, mentre la realtà sul campo potrebbe rivelare sviste ben più numerose.

Ciò che emerge con chiarezza è un evidente nervosismo all’interno della classe arbitrale. Questo è motivo di preoccupazione, poiché ci si aspetta che un organo giudicante, terzo rispetto ai contendenti, mantenga imparzialità e serenità nelle proprie decisioni. Al contrario, sembra che la pressione stia influenzando pesantemente il rendimento degli arbitri.

Il problema si aggrava quando consideriamo la gestione dei cartellini gialli, aspetto enfatizzato dalla reazione scomposta di Rocchi nel chiedere rispetto. Il cartellino giallo, entrato come modo di dire universale anche nella vita comune, è un avvertimento che l’arbitro può e deve utilizzare per mantenere la partita all’interno dei binari di correttezza e sicurezza per i calciatori, anche tutelando la propria autorevolezza di fronte a sceneggiate o reazioni plateali nei suoi confronti da parte dei giocatori in campo.

Tuttavia, ciò che desta perplessità è il modo in cui questa sanzione viene applicata in modo diseguale. La squadra attualmente al comando della classifica, anche in relazione agli errori ufficialmente ammessi, è sorprendentemente la meno ammonita del campionato italiano. D’altra parte, la Juventus, considerata ufficialmente sfavorita dagli errori arbitrali, è, per distacco, la squadra più ammonita.

E dire che soltanto pochi mesi fa scrivevo un editoriale in cui parlavo di una Juventus che per la prima volta dopo decenni non ha “PIRATI” in campo! (L’articolo completo lo trovate a questo LINK)
Da più parti i giocatori sono stati accusati di essere troppo poco veementi nelle proteste, di non mettere pressione all’arbitro accerchiandolo, di non inscenare azioni minacciose quando un compagno subisce un entrata troppo violenta. E meno male! Il tabellino di questo girone di andata recita 50 cartellini gialli in 19 partite per i bianconeri, solo 24 per l’Inter.

Questo solleva domande fondamentali sulla coerenza e l’equità nella gestione delle sanzioni. La fondamentale necessità di esigere rispetto deve partire dagli arbitri stessi, i quali devono far valere la propria autorevolezza in campo sempre, in modo uniforme e continuo. La attuale evidente disparità nel trattamento sta minando del tutto fiducia nel sistema arbitrale, da parte dei calciatori, delle società ma soprattutto dei tifosi.

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