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Adesso tutti gli anti allegriani festeggiano, la divisione frutto dei cavalli di Troia

C’era una volta una Juventus cannibale che vinceva, anzi, sbranava avversarie e campionati, nove anni di fila davanti a tutti, generazioni intere di bambini che ormai erano convinti che la Serie A non potesse offrire epilogo diverso. Una forza applaudita, poi diventata fastidiosa e infine pericolosa e da interrompere. I più attenti tra voi non si saranno dimenticati le famose parole di De Laurentiis quando disse che bisognava trovare il modo di spezzare questo dominio bianconero. Quello che è successo dopo la nona sinfonia è ormai noto a tutti: errori di superbia di Agnelli, che manda via Marotta e prende Sarri pensando di poter rendere la Juventus anche bella; le operazioni strampalate di Paratici, cui era stato accorpato il ruolo (e le competenze) di Marotta mai sostituito. E, soprattutto le inchieste messe in piedi e poi fatte scoppiare, nella passata stagione, da una macchina del fango che si muoveva sul doppio binario: tribunale-stampa.

E nasce la famosa narrazione che prepara il tribunale popolare aizzato a dovere e pronto a condannare la Juventus e i suoi tifosi sulla base del nulla cosmico e prima di un qualsiasi giusto processo che non c’è ancora mai stato e magari neanche ci sarà, tanto l’obiettivo del patteggiamento e di buttare fuori dall’Europa (colpendolo finanziariamente) un club “antipatico” ai rivali e alle istituzioni in Italia e nemico di Ceferin per via della futura (molto vicina) nascita della SuperLega, era già stato raggiunto. Ma per dividere meglio il mondo dorato e invincibile bianconero, serviva anche qualche cavallo di Troia: finti tifosi bianconeri che si sono auto eletti capi popolo cavalcando una divisione interna su simpatia o antipatia verso Allegri, fino al punto da renderla spaccatura profonda. I latini dicevano “dividi et impera”, e dividendo anche il cuore della tifoseria con elementi che venivano seguiti perché bardati esternamente di bianconero ma con il cuore di un’altra squadra, l’obiettivo non soltanto è riuscito ma diventa l’unico “cancro” che ancora attacca una Juventus in fase di totale ricostruzione. E così, invece di avere una tifoseria compatta che applaude la squadra che, a distanza di pochi mesi da uno degli attacchi più scriteriati e illogici che ingiustizia ricordi, ci si trova di fronte ad una parte di tifoseria bianconera che, ormai del tutto traviata dai cavalli di Troia, accoglie le sconfitte della presunta squadra del cuore per manifestare, con incomprensibile orgoglio, rabbia e antipatia contro Allegri dimenticandosi della netta differenza di qualità tra il centrocampo della Juve e quello dell’Inter, unica vera distanza tra le due squadre in quello che resta comunque, incredibilmente, un duello scudetto. Che piaccia o no agli anti….

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