NOTIZIE

ADERIRSCI ALLA

FONDAZIONE JB

SPONSORED BY

PARTNER

Caso scommesse nel calcio italiano: un pluripregiudicato a dare lezioni di etica alla televisione nazionale

Lettera al sindaco di Alassio

Durante l’ultima settimana è esploso il caso “scommesse”, all’interno del quale sono state portate alla luce situazioni in essere già da molto tempo e “storie nuove”.

Nicolò Fagioli da mesi aveva riconosciuto di avere un problema chiamato ludopatia, lo aveva segnalato alla Juventus, che aveva provveduto ad avvertire tutte le autorità competenti. In questo lasso di tempo il ragazzo ha anche intrapreso un percorso terapeutico, e iniziato a collaborare con le forze dell’ordine per il corretto svolgimento di un’indagine.

Ma l’Italia si sa, è Paese di personaggi strani e di dinamiche a volte al limite del grottesco.

L’ex paparazzo, pluricondannato per vari reati, pur di guadagnare le luci della ribalta, non si è fatto alcuno scrupolo a raccogliere da fonti ambigue (poi rivelatesi molto poco credibili: chi ha confessato di aver mentito per ottenere denaro, chi ritratta le sue versioni ad ogni intervista) per poi dare tutto in pasto alla stampa. Centellinando le apparizioni, creando hype, massimizzando i propri introiti, e manipolando la stampa come si trattasse di burattini di carta.

Ovviamente senza quasi mai incontrare un minimo contraddittorio, qualcuno che confutasse le sciocchezze proferite, la benchè minima attività di indagine del giornalismo.

Come nei peggiori tabloid, come nei filmacci di serie B, il personaggio arriva, prende il microfono e diventa il padrone di casa.

La vita, le fragilità e gli errori di ragazzi poco più che ventenni vengono sbattute in ogni media, seguiti a ruota da articoli di infinito squallore alla ricerca (questo sì!) del più scabroso particolare per far sbavare chi dal pulpito del proprio divano brama di sentirsi una persona migliore.

Ovviamente non senza il pluripregiudicato che dichiara di avere imparato l’etica in carcere (ma che meraviglia ascoltarlo nelle tv nazionali…) e che si arroga il diritto di impartire lezioni di morale ed etica.

Questo è il nostro messaggio, questo è il grido di dolore di un popolo di amanti dello sport prima che di tifosi. Ma forse anche solo di persone per bene, che vorrebbero credere nella giustizia, nei diritti, nei valori.

 

Sappiamo che la RAI si chiude nel suo arrogante silenzio, sappiamo che nonostante tutto non ci sarà nemmeno questa volta qualcuno che si prende la responsabilità di spiegare ai cittadini, ai contribuenti, alle persone “qui fuori”, per quale inspiegabile ragione si possa permettere tutto questo.

Ma la Fondazione è nata per fare la propria parte, per essere rappresentante dei tifosi, per essere organo istituzionale a tutela dei milioni di persone che di tutto questo, davvero, non ne possono più.

C’è maledettamente bisogno di un cambiamento, c’è bisogno che ci alziamo dai divani, che la smettiamo con le divisioni e le sterili lamentele e che facciamo sentire le nostre voci.

Se non lo avete ancora fatto, iscrivetevi alla Fondazione, date peso alle vostre idee, uniamo i numeri, i cuori, le nostre visioni in modo che non possano più fare finta di non sentirci, di essere intoccabili, di essere costantemente impuniti.

Siamo nati da pochi mesi, ma abbiamo già fatto sentire la nostra voce in maniera forte e chiara.

Non ci fermeremo e anzi, nelle prossime settimane arriveranno ancora altri strumenti.

Fino alla fine… ma è solo l’inizio!

CONDIVIDI SU

POSSONO INTERESSARTI

ADERIRSCI ORA ALLA

FONDAZIONE JB