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La Mancanza di Rispetto nel Calcio – Un Circolo Vizioso da Rompere

Nel mondo del calcio, la rivalità tra squadre è una componente intrinseca e spesso esaltante dell’esperienza dei tifosi.
Tuttavia, da diversi anni a questa parte si sta manifestando il più feroce lato oscuro di questa rivalità: una costante escalation che parte dalla mancanza di rispetto, all’insulto, alla violenza verbale fino alle minacce e la violenza fisica.

Sembra diventato normale o accettabile anche inneggiare a tragedie che hanno colpito le tifoserie avversarie così come augurare morti e nuove stragi.
Inutile dire che questa situazione è diventata assolutamente inaccettabile, scandalosa e indegna di un Paese civile. Ed è evidente come si riconduca ad un completo fallimento da parte di chi ha il compito di scrivere i regolamenti, di vigilare sul relativo rispetto, e di intervenire a punirne le violazioni.

La Fondazione Jdentità Bianconera, è nata per tutelare i diritti dei tifosi della Juventus, e con il preciso ulteriore intento di porre in essere ogni iniziativa possibile per invertire questa tendenza, segnalando, denunciando, richiedendo a gran voce che le regole vengano rispettate e fatte rispettare. Domenica scorsa abbiamo segnalato alle autorità un comportamento “molto discutibile” da parte di alcuni giocatori del Milan, che al termine di una partita hanno pubblicato un video sui social nel quale intonavano canti denigratori nei confronti dei tifosi della Juventus.

Le reazioni a questa segnalazione sono state molteplici, ma troppo spesso basate su un benaltrismo che ignora il fatto che i giocatori di calcio non sono solo atleti, ma anche figure pubbliche con un’enorme visibilità e influenza sulla società. Quando gli stessi protagonisti danno il cattivo esempio comportandosi in modo irresponsabile insultando i tifosi avversari, il risultato è una spirale negativa di insulti e violenza reciproca che può solo peggiorare.

Secondo gli ideali che la nostra Fondazione persegue, il calcio deve tornare ad essere uno sport che unisce, che celebra la passione e l’entusiasmo dei tifosi, indipendentemente dalle squadre che essi sostengono.

Comprendiamo lo “sfottò”, fin da bambini impariamo a conviverci, ed è parte del gioco. Ma derubricare, come ormai viene fatto, ogni insulto e ogni diffamazione come appunto “sfottò”, è profondamente sbagliato, ed ha contribuito in maniera determinante alla creazione del clima attuale. È importante ricordare che il calcio ha una vasta platea di giovani appassionati, impressionabili e inclini ad emulare il comportamento dei loro idoli. Quando i giocatori mostrano mancanza di rispetto e comportamenti inappropriati, essi stanno inviando un messaggio distorto ai giovani tifosi, promuovendo la cultura dell’insulto invece del rispetto reciproco.

Le istituzioni del calcio, gli organi di stampa, le squadre e i giocatori stessi hanno l’enorme responsabilità di essere modelli positivi per i loro tifosi. È necessario che le leghe sportive intervengano con sanzioni adeguate per punire comportamenti inaccettabili e che le squadre promuovano campagne di sensibilizzazione per educare i giocatori sul rispetto reciproco. In conclusione, è essenziale che tutti i veri sportivi, che davvero amano il calcio, riflettano seriamente sulla mancanza di rispetto nel mondo del calcio e sulle conseguenze negative che essa può comportare. Siamo tutti appassionati di questo sport, e dobbiamo lavorare insieme per costruire un ambiente di rispetto e celebrazione della competizione che possa ispirare le generazioni future.

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