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100 anni di storia

1923 – L’arrivo degli Agnelli alla guida della società

Poco più di due settimane fa, il 24 luglio, si sono celebrati i cento anni di un evento che ha letteralmente trasformato il calcio italiano, che nel primo quarto del secolo scorso era dominato da realtà “non metropolitane”, quali il Genoa, la Pro Vercelli e il Casale, vincitori in totale di ben 16 scudetti.

Il 24 luglio del 1923, infatti, la famiglia Agnelli decide di investire nella squadra bianconera, entrando direttamente nella sua gestione per mezzo di Edoardo Agnelli (figlio di Giovanni, fondatore nel 1899 della casa automobilistica italiana Fiat), che già dal 1920 ricopriva la carica di vicepresidente della squadra sotto la gestione di Gino Olivetti.

Da allora il legame tra la dinastia torinese e la compagine bianconera non si è mai spezzato, diventando il più importante e duraturo nell’interno panorama sportivo italiano.Fino ad allora la Juventus, fondata il 1° novembre del 1897, si era dovuta accontentare di un unico titolo, nel 1905.

Parliamo quindi di un solo trofeo in venticinque anni di storia: se consideriamo nel nei successivi cento anni i trofei conquistati sono stati una sessantina si comprende come fino ad allora la Juventus fosse calcisticamente una realtà di secondo piano.

L’avvento della famiglia Agnelli alla guida della società ne ha rivoluzionato l’aspetto gestionale: in un calcio fino ad allora gestito sia a livello politico e federale sia a livello delle singole società in modo dilettantistico, la Juventus diede l’avvio di un modello di conduzione manageriale che, come detto, avrebbe portato nel volgere di non molti anni all’emergere prima e al dominio poi delle realtà metropolitane del Nord.Pensiamo, per comprendere meglio la portata di tale fenomeno, al fatto che il quartetto formato da Juventus, Inter, Torino e Bologna vinse tutti gli scudetti tra il 1925 e il 1950: l’unica eccezione fu costituita dallo scudetto vinto dalla Roma nel 1942.

L’intera struttura societaria venne rivoltata come un calzino e strutturata secondo i modelli fordisti sui quali era modellata la struttura dirigenziale della Fiat. Con l’arrivo degli Agnelli al timone della società spiccherà il volo diventando la società più titolata nel panorama internazionale e andrà a competere ai massimi livelli a livello internazionale.

Continua

Francesco Lemmi – Gruppo Azteca

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